Poche storie: con tutti i suoi difetti, con tutti i suoi limiti, Antonio Conte è il vero plus del Napoli in questo momento, il condottiero che ha consentito ai ragazzi di vincere il loro quarto Scudetto. Pragmatico, a tratti eccessivamente difensivista, poco legato ai concetti di bellezza di gioco. Eppure vincente, autorevole, credibile, soprattutto in Italia e in Serie A. Il Napoli doveva ripartire da un allenatore di alto livello, con una sorta di aura sprigionata di continuo. E Conte è stata la scelta migliore possibile, non tanto in termini di programmazione quanto di immediatezza.
Al di là di qualche passaggio a vuoto e di un mese praticamente perso, Conte ha ridato al Napoli – più che gioco – anima, convinzione, voglia di lottare, crederci, vincere. Era esattamente ciò di cui il club e i calciatori avevano bisogno. E va detto anche come il mister abbia fatto fronte alle emergenze in maniera ottimale, cambiando moduli ove possibile e dando spazio a calciatori che poi si sono verificati determinanti (uno su tutti: Raspadori).
Ora verrà il difficile anche per lui. Perché, con una squadra che sulla carta sarà più forte e competitiva ma – soprattutto – con più competizioni da giocare, Conte dovrà dimostrare che l’exploit con il Napoli al primo anno non è stato frutto del caso ma di bravura. Il mister sa di avere la fiducia di società, tifosi e calciatori. Evidentemente ha capito anche che, andando altrove, avrebbe dovuto ricominciare tutto da capo, mentre qui troverà basi ancora più solide. E anche questo fa la differenza.
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