In attesa di capire quali saranno la data e l’orario ufficiali di Pisa-Napoli, il tempo continua a trascorrere in attesa di una partita che – a questo punto – diventa per gli azzurri assolutamente fondamentale. Una vittoria in casa del fanalino di coda della Serie A, infatti, darebbe l’assoluta certezza della partecipazione alla prossima edizione della Champions League, con un 2° posto da difendere poi all’ultima giornata. Da tanti anni le due squadre non si sfidano in casa dei toscani, più nel dettaglio dall’annata di Serie C1 della stagione 2005/2006, campionato che poi fu vinto proprio dal Napoli. La gara terminò 0-3 per i partenopei e l’assoluto protagonista di quel match fu Emanuele Calaiò, autore di una doppietta che lo aiutò poi a conquistare la vetta della classifica marcatori del Girone B.
Proprio con il grande ex attaccante azzurro abbiamo parlato in esclusiva, non solo di quella gara ma anche delle prospettive immediate per la prossima partita, approfondendo anche altri aspetti della manovra offensiva della squadra partenopea.
Intervista esclusiva a Emanuele Calaiò: dalla doppietta al Pisa agli attaccanti azzurri oggi
Emanuele, tu sei stato l’assoluto protagonista dell’ultima vittoria azzurra a Pisa, con una doppietta. Cosa ricordi di quella gara e di quel nuovo Napoli, ancora in fase embrionale?
“Di quella partita ovviamente ho ricordi bellissimi. Vincemmo 0-3 e io feci una doppietta, un gol su rigore e uno di testa. Era il nostro secondo anno di C dopo la sconfitta ai playoff dell’annata precedente, volevamo assolutamente salire e stravincemmo quel campionato. C’era tanto pubblico, tanti napoletani al seguito: giocammo una partita bellissima e anche io feci una partita eccezionale. Fu una vittoria in trasferta che ci diede consapevolezza e certezze per la vittoria del campionato. Poi infatti andammo in Serie B, da lì in pratica partì l’era De Laurentiis e tornammo poi in Serie A. Era nell’aria che il progetto De Laurentiis sarebbe finito benissimo, lo si vede tuttora. Diciamo che noi abbiamo messo i primi mattoni e quella fu una giornata incredibile”.
Pensi che il Napoli riuscirà a chiudere i giochi in questo turno? Cosa serve per non farsi venire il braccino corto a pochi metri dal traguardo Champions?
“Penso che il Napoli chiuderà i giochi con il Pisa. In teoria, dovrebbe avere più motivazioni di una squadra già retrocessa e il livello delle due rose è completamente diverso. Spero che il Napoli vinca per blindare la Champions e il 2° posto, credo che ci riuscirà e non penso avrà il braccino corto: nella rosa del Napoli ci sono giocatori di esperienza, professionisti che hanno giocato partite molto più importanti di questa gara di campionato. Tutto dipenderà però dalle motivazioni, dall’atteggiamento e dall’intensità che metteranno nella partita”.
Che idea ti sei fatto dell’utilizzo di Hojlund e cosa può cambiare Conte per renderlo più incisivo davanti alla porta?
“Io penso che lui sia un grande attaccante e sia il futuro del Napoli. Ha delle qualità incredibili, delle caratteristiche innate, come l’attacco della profondità, la velocità, la bravura tecnica e nell’1 vs 1. Poi è stato bravo Conte a migliorarlo, anche se lui si è un po’ snaturato per il gioco del mister, visto che fa un po’ da pivot, cioè quello che faceva Lukaku l’anno scorso. Lo si è visto bene anche nella giocata incredibile che ha fatto per l’assist ad Alisson Santos e partecipando al gol di Di Lorenzo. Un giocatore che, alla fine, è un lavoratore, non si risparmia mai: corre, tiene botta, fa a sportellate, attacca sempre lo spazio. Deve ancora compiere 24 anni, ha margini di miglioramento incredibili. All’Atalanta con Gasperini ha fatto 10 gol e il gioco di Conte è completamente diverso, quindi non ci si aspetta che la punta del Napoli faccia 30 gol. Però, come qualità e caratteristiche non c’è discussione. Penso che sarà il futuro del Napoli, ovviamente però bisognerà affiancargli un’alternativa notevole dal prossimo anno”.
Come giudichi le potenzialità del reparto offensivo azzurro? Da chi ripartire e chi, invece, può aver esaurito il suo ciclo?
“In fase offensiva bisogna certamente ripartire da Hojlund. Già a gennaio il club ha iniziato a svecchiare con Giovane e Alisson, con quest’ultimo che ha avuto un impatto incredibile in questo campionato. Conte lo fa giocare perché è un ragazzo forte, che si applica. Ripartire da questi due, magari anche con Neres, De Bruyne, Vergara e Giovane, significa che il Napoli in fase offensiva è già tanta roba, ha una base importante di attaccanti forti e giovani. Chiaramente bisogna svecchiare e prendere giovani anche in altri reparti. Ma, nel complesso, con Conte o senza Conte, il Napoli partirà da un’ottima base”.
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