La recente stagione del Napoli sta facendo discutere: sta abbandonando il gioco spettacolare che lo ha caratterizzato negli ultimi anni per un approccio più pragmatico e difensivo? L’arrivo di Antonio Conte in panchina ha sicuramente introdotto una maggiore solidità difensiva, un marchio di fabbrica del tecnico pugliese. Con Conte, il Napoli ha adottato una strategia che privilegia l’efficienza e il controllo rispetto alla creatività pura, pur mantenendo un’impostazione offensiva in alcune gare chiave.
Il Napoli è meno concreto ma guai a parlare di calcio mesozoico
In questa prima parte della stagione 2024/25, il Napoli ha mostrato una piccola tendenza verso il “corto muso,” vincendo partite cruciali con un solo gol di scarto. Nelle ultime nove gare di Serie A, infatti, i partenopei hanno trionfato in tre partite con un solo gol di margine, dimostrando una capacità di chiudere le sfide senza dilagare, ma mantenendo una posizione solida in classifica.
È interessante notare come Conte abbia alternato momenti di spettacolo, come il roboante 5-0 contro il Palermo o lo 0-4 di Cagliari, a prestazioni più misurate. Nonostante il cambio di approccio, il Napoli non sembra rinunciare completamente a creare occasioni: contro il Lecce, ad esempio, i partenopei hanno effettuato ben 24 tiri, segno che il potenziale offensivo rimane intatto, anche se incanalato in un contesto più ordinato.
Il Napoli di Conte, insomma, non è sinonimo di “anticalcio”. Pur abbandonando in parte il “calcio champagne” degli anni passati, ha dimostrato di saper alternare concretezza a momenti di grande efficacia offensiva. Per ora, il bilancio sembra positivo e la tifoseria attende di capire se questo Napoli più equilibrato sarà davvero in grado di competere stabilmente per il titolo, senza tradire del tutto il suo spirito spettacolare.
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