Nelle ultime gare il nostro mister sta insistendo con il 3-5-2, modulo che non ci fa impazzire ma che (ammettiamo, con onestà intellettuale) sembra star iniziando a farsi strada tra i ragazzi, che camaleonticamente migliorano nell’assimilarlo.
Detto questo, volevamo parlare della questione doppio play, con Lobotka e Gilmour che hanno giocato insieme nelle ultime 2 gare, facendolo anche piuttosto bene. L’impressione è che il Napoli, con i 2 palleggiatori in campo contemporaneamente, stia migliorando molto nella gestione e nel possesso della palla. La cosa viene confermata – parzialmente e con i dovuti distinguo – dai dati delle ultime gare in questione.
Nella partita contro l’Inter, il Napoli ha avuto un possesso palla totale del 62%, con un picco massimo del 65% nel primo tempo e, addirittura, del 69% nel secondo. Il possesso continuato della squadra è stato dettato anche dallo svantaggio subito a metà prima frazione, con gli azzurri che poi hanno dovuto prendere il controllo del gioco per trovare il pari.
Nella gara contro la Fiorentina, invece, il Napoli ha avuto un possesso complessivo inferiore all’avversario, con un dato del 49%. La statistica però è fortemente falsata dalla fase finale del secondo tempo, in cui il Napoli ha sofferto il forcing viola, riuscendo a guadagnare soltanto un massimo di 38% di possesso palla nella frazione. Nel primo tempo, dominato però dagli azzurri, il possesso era arrivato fino al 64% come dato massimo.
In sostanza: l’esperimento del doppio play sembra funzionare, ovviamente analizzato nel contesto dei momenti della singola partita. La capacità di pressing alto di Gilmour consente allo scozzese di recuperare molti palloni e, soprattutto, a Lobotka di poter gestire e smistare la sfera con meno marcature avversarie e con più libertà e serenità.
Insomma: al momento, il doppio play è sicuramente promosso.
Seguici su
Aggiungi siamoilnapoli.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


