Sette giornate, sette occasioni, settebellezze da ritrovare. Il Napoli guarda al calendario con una certezza e una speranza: il ritorno del miglior David Neres. Dopo l’infortunio che ha frenato la sua esplosione invernale, il brasiliano è chiamato a riprendersi la scena e a guidare la squadra nella corsa finale allo Scudetto, in un campionato ancora apertissimo.
Era il 14 dicembre quando Neres, titolare a Udine dopo il ko di Kvaratskhelia, si prese il Napoli sulle spalle, dando inizio a una striscia di sette vittorie consecutive che riportò gli azzurri al vertice della classifica. Tra dribbling, assist e giocate in velocità, l’esterno brasiliano sembrava l’erede designato del georgiano, ormai in uscita verso il PSG. In quel ciclo magico, Neres non brillò per i gol (appena 2), ma per incisività e visione, con 4 assist e un autogol procurato.
Poi l’infortunio muscolare, e con esso, il crollo del Napoli: fuori per cinque partite, Neres ha lasciato la squadra al primo posto, e al suo ritorno l’ha trovata seconda, dopo i pareggi contro Lazio, Inter e Venezia, e il ko con il Como. Una flessione coincisa con l’assenza del suo uomo più creativo, mentre Conte perdeva anche i riferimenti sulla corsia sinistra, Olivera e Spinazzola.
Come sottolinea il Corriere dello Sport, oggi Neres è tornato, ma non ancora nella sua forma migliore. Con il Milan ha mostrato qualche lampo, ma a Bologna è apparso scarico, spento, lontano parente del giocatore che aveva incendiato le difese tra dicembre e gennaio. Un calo fisiologico, forse legato al ritmo partita, ma che ora non può più essere tollerato: se il Napoli vuole davvero contendere il titolo all’Inter, deve ritrovare subito il suo numero 11 più brillante.
Il calendario sorride agli azzurri: da lunedì contro l’Empoli, poi Monza, Torino, Lecce, Genoa, Parma e Cagliari. Sette partite tutte abbordabili, ma da affrontare con lucidità, fame e continuità. E per Conte, riavere il miglior Neres è la priorità assoluta: perché solo lui ha la capacità di rompere gli schemi, creare superiorità numerica e dare imprevedibilità all’attacco.
La sfida contro l’Empoli sarà già un crocevia: il tecnico dovrà decidere se puntare ancora su di lui nel tridente o virare sul 4-4-2 con Raspadori al fianco di Lukaku. Ma, al di là dei moduli, la sensazione è che questo Napoli abbia bisogno della qualità e del passo di David per restare in corsa.
Dall’esaltazione di Udine alla frustrazione di Bologna, passando per gli infortuni e i rimpianti: il cerchio si è chiuso, e ora si riapre un nuovo capitolo. Sette partite per sognare, sette esami per riscrivere il finale. Serve il vero Neres, quello capace di far volare il Napoli.
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