Il Napoli ha ritrovato il profumo dello scudetto, esattamente 741 giorni dopo l’impresa firmata da Raspadori contro la Juventus. Questa volta, sempre con l’attaccante ex Sassuolo protagonista, la scena si è spostata a Lecce: una vittoria pesante, che avvicina la squadra partenopea a un nuovo traguardo storico, sotto la guida di Antonio Conte, autentico artefice di una trasformazione profonda. Lo riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport.
Una squadra forgiata a immagine del tecnico
Con il passare delle giornate, il Napoli ha assunto sempre più l’identità del suo allenatore. Conte ha trasmesso carattere, compattezza e determinazione, trasformando un gruppo in cerca di certezze in una macchina capace di reggere la pressione e trovare soluzioni in ogni momento. La squadra ha ottenuto la quarta vittoria consecutiva senza subire gol, confermandosi la miglior difesa d’Europa, con 17 partite a porta inviolata e nessuna rete incassata da calcio d’angolo.
Emergenze e risposte vincenti
Il cammino non è stato privo di ostacoli. Conte ha perso a gennaio il suo miglior giocatore e anche il suo sostituto, ha fronteggiato un’emergenza continua tra gli infortuni, ma non ha mai perso il controllo. Ha cambiato moduli, ruoli e interpreti con lucidità. A Lecce, per esempio, ha reinventato Olivera come difensore centrale, proprio come fa Marcelo Bielsa nella nazionale uruguaiana: una scommessa vinta, una delle tante in una stagione costruita sulla resilienza.
Tre tappe verso la gloria
Mancano sette punti per festeggiare il tricolore, a condizione che l’Inter non compia altri passi falsi. Il calendario del Napoli prevede le ultime tre sfide contro Genoa, Parma e Cagliari, due delle quali al Maradona. Il margine in classifica è solido, ma non sufficiente a rilassarsi: Conte predica concentrazione e pretende il massimo fino all’ultima giornata.
Una difesa che fa la differenza
La solidità è la firma distintiva del tecnico salentino. La capacità di adattarsi alle situazioni, di sopperire alle assenze e di valorizzare ogni elemento della rosa è il tratto di chi scrive la storia con la forza delle idee, non con le parole.
Un capolavoro targato Conte
Per chi ancora dubita di Antonio Conte, i numeri parlano più di qualsiasi critica. Al suo primo anno a Napoli, ha già superato le stagioni di Sarri, Benitez, Ancelotti e persino Spalletti per rendimento e solidità. E se la corsa scudetto si chiuderà con il trionfo, sarà difficile non considerare questa stagione come il vero capolavoro della sua carriera.
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