Dopo 917 giorni dalla festa tricolore contro la Sampdoria, Luciano Spalletti torna al “Maradona”. Ma stavolta lo fa da avversario del Napoli, sulla panchina della Juventus, la rivale più acerrima per i tifosi azzurri. E proprio nella giornata del secondo anniversario della sua cittadinanza onoraria napoletana, il destino lo ha riportato sotto il Vesuvio per una partita che sa di storia, emozione e memoria. Sarà anche la prima sfida ufficiale tra Spalletti e Antonio Conte, gli unici due allenatori ad aver vinto lo scudetto con il Napoli dopo l’era Maradona. Una coincidenza simbolica che carica ulteriormente una gara che non ha mai avuto bisogno di motivazioni aggiuntive.
Il ritorno dell’“eretico” amato (ma forse non troppo)
Come ricorda il Corriere dello Sport, nel 2023, Lucio era stato celebrato come l’uomo della terza stella. Le immagini con il sindaco e il tatuaggio dello scudetto erano diventate iconiche. Ma oggi, sulla panchina della Juve, il suo ritorno divide: l’accoglienza al “Maradona”, gremito per l’occasione, sarà un banco di prova emotivo per lui e per i tifosi. Lo scontro mai sanato con De Laurentiis, cristallizzato persino in un capitolo autobiografico intitolato “Il contadino e il sultano”, è solo una parte del racconto. La Juventus, consapevole della tensione nell’aria, ha deciso di arrivare a Napoli solo il giorno della partita, evitando il consueto soggiorno in città per prevenire possibili disordini o notti insonni causate dai tifosi.
La sfida sul campo: emergenze, moduli speculari e talenti in forma
Dal punto di vista tattico, Conte e Spalletti si sfideranno a specchio, entrambi con un 3-4-2-1. Ma a rubare la scena saranno le numerose assenze, che riducono al minimo le opzioni in panchina: Il Napoli è privo di ben sette titolari: Anguissa, De Bruyne, Gilmour, Gutierrez, Lobotka, Lukaku e Meret. La Juventus risponde con sei assenti: Bremer, Vlahovic, Gatti, Rugani, Pinsoglio e Milik. Senza Lobotka, toccherà a Elmas affiancare McTominay, l’uomo più utilizzato da Conte e oggi fulcro del centrocampo. Il centrocampista scozzese sarà determinante, chiamato a gestire pressing e copertura in un reparto ridotto all’osso.
In attacco, occhi puntati su Neres e Lang per il Napoli e su Conceiçao e Yildiz per la Juve, tutti in appoggio a due punte in cerca di conferme: Hojlund e David. Quest’ultimo fu vicino agli azzurri lo scorso maggio.
Sarà una partita fatta di duelli individuali ad alta intensità, soprattutto nelle zone centrali, dove l’adattato Koopmeiners e il solido Beukema si scontreranno con la qualità juventina.
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