Nel momento più delicato della stagione, il Napoli si affida alla sicurezza chiamata Rasmus Hojlund. Con Lukaku ancora ai box e Lucca al centro di trattative di mercato, l’attacco azzurro ha un unico leader: il centravanti danese, capocannoniere della squadra con 9 reti in 20 presenze, diventato il punto di riferimento per Antonio Conte. Hojlund ha alzato il livello nel momento più opportuno, trasformandosi in un’arma letale e affidabile in un reparto offensivo ridotto all’osso.
Il 2026 inizia con l’impegno contro la Lazio all’Olimpico, e sarà ancora il numero 9 a guidare l’attacco azzurro. I numeri parlano chiaro: 6 gol in campionato, 3 in Champions e una crescita continua. Dopo la doppietta decisiva a Cremona, Hojlund si prepara a inseguire un altro traguardo personale: la doppia cifra stagionale, che potrebbe arrivare già contro i biancocelesti, con il record di gol più rapido da quando milita nei top 5 campionati europei.
Napoli, illeso dell’attacco è tutto su Hojlund
Come sottolinea il Corriere dello Sport, Conte ha fatto di lui il perno dell’intero reparto avanzato, e le prestazioni recenti lo giustificano: 5 reti nelle ultime 7 presenze tra tutte le competizioni, numeri che lo rendono l’attaccante più prolifico della Serie A nel periodo di dicembre. L’ex Manchester United ha raggiunto un’intesa sempre più forte con i compagni, in particolare con David Neres ed Eljif Elmas, che lo supporteranno ancora una volta nella trasferta romana. Un trio offensivo che ha già dimostrato di funzionare, come nell’ultima vittoria all’Olimpico contro la Roma, quando fu proprio Hojlund a servire l’assist per il gol decisivo del brasiliano.
La Lazio, però, rappresenta una delle sfide più complesse per l’attacco azzurro. La squadra di Sarri vanta la seconda miglior difesa del campionato, con appena 12 reti subite, a pari merito con il Como e dietro solo alla Roma (11). Numeri che confermano la solidità dei biancocelesti in fase di non possesso e che rendono il compito di Hojlund ancora più impegnativo.
Napoli steso da un vero tour de force
A rendere tutto più complicato è anche l’imminente tour de force che attende il Napoli: otto partite in ventiquattro giorni. Una ogni tre giorni, tra campionato e Champions League. Un ritmo che impone rotazioni intelligenti e gestione delle energie, ma con un attacco ridotto all’essenziale, la responsabilità ricade ancora su Hojlund. La sua forma fisica, la continuità e la freddezza sotto porta saranno determinanti per gli equilibri della squadra e per continuare la rincorsa nei diversi fronti stagionali.
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