Il Bentegodi sarà molto più di uno stadio per Giovane. Domani il talento brasiliano tornerà per la prima volta da ex a Verona, la città che lo ha lanciato in Serie A e che, in pochi mesi, lo ha visto sbocciare prima del trasferimento al Napoli. Un ritorno carico di significati, tra ricordi recenti e nuove ambizioni. Arrivato in Italia tra curiosità e aspettative, il classe 2003 nato a Santa Barbara d’Oeste ha bruciato le tappe. Con l’Hellas ha lasciato il segno, segnando tre reti in campionato – contro Inter, Parma e Atalanta – e attirando l’attenzione di diversi club. Il Napoli ha anticipato la concorrenza chiudendo l’operazione a gennaio per circa 20 milioni complessivi, bonus inclusi, con un contratto quinquennale.
Verona-Napoli: occasione per Giovane
In azzurro, però, il percorso è appena iniziato. Finora Giovane ha totalizzato 149 minuti in sei presenze, senza ancora partire titolare in campionato. Come ricorda il Corriere dello Sport, l’unica gara dal primo minuto è arrivata nei quarti di Coppa Italia contro il Como. In Serie A ha lasciato intravedere qualità e personalità, firmando un assist contro la Roma per il gol del 2-2. Spunti interessanti, ma ancora lontani dal definitivo salto di qualità nel sistema di Conte. Il tecnico si aspetta da lui profondità, attacco alla porta e incisività negli ultimi metri. Giovane nasce attaccante e si sente tale, pur avendo dimostrato di poter agire anche da esterno. A Verona aveva trovato continuità partendo largo per poi convergere verso l’area; a Napoli sta cercando la propria identità tattica, spesso impiegato da destra alle spalle di Hojlund.
L’idolo dichiarato è Ronaldo il Fenomeno, modello a cui si ispira per movimenti e finalizzazione. Non si considera un giocoliere, ma un giocatore diretto, concreto, che vuole migliorare nello scatto e nel tiro. La crescita passa anche dall’adattamento a un contesto tattico più esigente, dove ogni scelta deve essere funzionale all’equilibrio collettivo.
Per ora Conte lo utilizza soprattutto nei finali di partita, quando servono freschezza e imprevedibilità. Il brasiliano ha mostrato coraggio nell’uno contro uno e voglia di incidere, anche se deve ancora trovare continuità nelle giocate decisive.
Verona-Napoli: una gara speciale per Giovane
Il ritorno a Verona rappresenta un crocevia emotivo e professionale. Proprio al Bentegodi, il 2 novembre contro l’Inter, aveva segnato il suo primo gol in Serie A. La città lo aveva accolto e apprezzato, ma senza il tempo di affezionarsi davvero: il Napoli si è mosso in anticipo per evitare aste future e assicurarsi uno dei profili più promettenti del campionato.
Ora Giovane cerca il definitivo decollo in azzurro, in uno stadio che conosce bene e che potrebbe diventare il teatro di una nuova ripartenza. Tra nostalgia e ambizione, il brasiliano vuole dimostrare di essere pronto a prendersi il suo spazio nel progetto di Conte.
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