Arrivati ormai agli sgoccioli del campionato, con l’addio di Antonio Conte sempre più vicino, ci ritroviamo relativamente a poche ore da Napoli-Udinese, ovvero l’ultima partita stagionale degli azzurri. Una gara tutt’altro che banale, non solo per la storia che raccontano i precedenti disputati in casa dei partenopei, ma anche per i temi attuali che la sfida propone. Infatti, per agguantare definitivamente il 2° posto e renderlo valevole in maniera “ufficiale”, la squadra azzurra dovrà cercare di non perdere contro i friulani. Conte ha infatti 2 risultati su 3 a disposizione per confermare la statistica che lo vede sempre arrivare mai più in basso della seconda piazza da allenatore in Serie A (in un’annata intera).
Al di là del fatto che le squadre posseggano chiaramente motivazioni diametralmente opposte, con il Napoli che necessita di fare punti e l’Udinese invece ormai senza pressioni, la partita presenta alcune importanti informazioni statistiche che possono aiutare a leggere l’analisi tattica possibile. Ecco quindi alcuni spoiler potenziali sul match del Maradona e sui principali temi dell’incontro.
Napoli-Udinese, l’anteprima del match: tra dati e analisi
Sin da una lettura “superficiale”, le differenze tra le due squadre si percepiscono a occhio nudo. Il Napoli è certamente un team che dà più importanza alla manovra collettiva e al tentativo di costruire gioco, mentre l’Udinese è invece una squadra più verticale e veloce nella gestione del pallone. Il dato cardine di questo ragionamento è certamente quello del possesso palla percentuale: 58,7% per gli azzurri (che chiuderanno al 3° posto tra le squadre di Serie A in questo fondamentale), appena il 45,6% per i friulani. Il divario è netto anche nella distribuzione dei passaggi, con una precisione nettamente a favore degli azzurri (87% vs 81,1%). La produzione offensiva è altresì favorevole al Napoli, che vanta più tiri totali (488 a 429), una media migliore di conclusioni (13,2 a 11,6), così come una media superiore di tiri in porta (4,7 vs 3,9). La partita quindi si presenta con un canovaccio molto chiaro: i padroni di casa destinati ad avere il controllo, gli ospiti che punteranno soprattutto sulle ripartenze (6 gol in contropiede, contro i 3 dei partenopei). Per il Napoli sarà importantissimo sveltire una manovra apparsa spesso troppo lenta durante la stagione, con una costruzione di gioco troppo frequentemente legata a passaggi stretti e orizzontali (non a caso è la squadra con più passaggi corti a gara, 515) e al gioco da pivot della punta. Una modalità tramite cui provare a dare un po’ di freschezza – meglio tardi che mai! – potrebbe essere quella dei cross, fondamentale in cui il Napoli è cresciuto progressivamente durante l’annata: 18 in media a partita, lo stesso dato di Roma, Bologna e Cremonese. In questo, invece, i friulani sono nei bassifondi: solo 15 in media.
Uno dei punti forti dell’Udinese risiede certamente nei duelli aerei. I friulani infatti sono la squadra più alta d’Europa in media e non sorprende il 16,1 di duelli aerei vinti (solo 12,8 per il Napoli). La squadra di Runjaic presenta anche discreti numeri in termini di passaggi intercettati (8,2 a gara), falli effettuati (13,6). Sorprendentemente, però, una delle più pericolose armi a disposizione dell’Udinese è quella del dribbling: i friulani sono la 2^ squadra di tutta la Serie A (insieme all’Atalanta) per media di finte riuscite (7,8), nonché la prima (insieme al Como) per media dribbling tentati (17,6). I tentativi in questione potrebbero arrivare soprattutto dalla fascia sinistra, perché Runjaic ha basato il gioco offensivo dell’Udinese soprattutto lì. Non è un caso che i bianconeri siano la seconda squadra con maggiore provenienza di tiri dal lato mancino (21%, solo il Sassuolo ha un dato più alto). A differenza del Napoli, peraltro, l’Udinese è una squadra che prova più frequentemente la soluzione balistica fuori dall’area: 40% di tentativi, contro il 35% della compagine azzurra.
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