Il dibattito sul futuro del calcio italiano passa anche dalle panchine. Ne è convinto Riccardo Trevisani, che nel corso di una puntata di Cronache di Spogliatoio ha affrontato il tema della difficoltà del movimento italiano nel rinnovarsi, prendendo come esempio la scelta del Napoli di affidarsi a Massimiliano Allegri.
Secondo il giornalista, alla base delle difficoltà del calcio italiano ci sarebbe soprattutto un problema culturale, legato alla tendenza a privilegiare figure già affermate rispetto a tecnici emergenti.
«In Italia si guarda sempre a ciò che è successo prima»
Trevisani ha collegato il proprio ragionamento alla situazione del Napoli, spiegando: «C’è un problema culturale, che è il motivo per cui il Napoli va a prendere Allegri: guardiamo sempre a quello che è successo prima».
Il giornalista ha poi ampliato il discorso all’intero sistema calcistico italiano, sostenendo che altri Paesi abbiano saputo rinnovarsi dopo periodi difficili, mentre in Italia questo processo sarebbe stato più lento.
Il confronto con la Germania
Nel suo intervento, Trevisani ha citato la Germania come modello di ricostruzione: «La Germania vinse l’Europeo nel 1996, poi dopo risultati negativi tra il 1998 e il 2000 decise di ripartire da zero. Noi, invece, non lo facciamo nemmeno dopo vent’anni di difficoltà».
Secondo il giornalista, il calcio italiano avrebbe continuato a fare affidamento sugli stessi meccanismi, senza investire con decisione su nuove idee e nuove figure tecniche.
«All’estero spazio ai giovani allenatori»
Trevisani ha quindi richiamato il percorso di diversi allenatori italiani che hanno trovato fortuna all’estero: «Italiano deve andare al Besiktas, Farioli all’Ajax, De Zerbi allo Shakhtar, Maresca al Leicester, Lisci all’Osasuna. Qui non c’è speranza per i giovani: siamo un Paese vecchio che pensa vecchio».
Un passaggio che vuole evidenziare come molti tecnici emergenti trovino maggiori opportunità fuori dai confini italiani, in contesti ritenuti più aperti al cambiamento.
Il Napoli e la scelta Allegri
L’eventuale arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina azzurra rappresenta, secondo Trevisani, l’emblema di questa tendenza. Il tecnico livornese vanta infatti un curriculum ricco di successi e una lunga esperienza ai massimi livelli.
Per il Napoli, però, la scelta sarebbe dettata anche dalla volontà di affidarsi a una figura di grande esperienza per aprire un nuovo ciclo, con l’obiettivo di mantenere elevata la competitività sia in Italia sia in Europa.
Un dibattito destinato a proseguire
Le parole di Trevisani si inseriscono in una discussione più ampia sul futuro del calcio italiano, tra chi sostiene la necessità di puntare maggiormente sull’innovazione e chi ritiene invece fondamentale affidarsi a tecnici con esperienza e risultati già consolidati.
Un confronto destinato a rimanere aperto anche nelle prossime stagioni, mentre club e federazione saranno chiamati a scegliere la direzione da seguire.
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Vorrei capire chi rappresenterebbe il nuovo in Italia