Napoli in emergenza difesa: Marianucci ko, Badiashile diventa prioritario

L’infortunio rimediato contro il Celta Vigo riduce ulteriormente le alternative di Allegri. Rrahmani e Rafa Marin sono gli unici centrali pienamente disponibili, mentre il mercato può diventare decisivo

marianucci

Il precampionato del Napoli si complica sul fronte difensivo. L’infortunio accusato da Luca Marianucci nell’amichevole contro il Celta Vigo ha ulteriormente ridotto le possibilità di scelta nel reparto arretrato, già condizionato dalle assenze di Alessandro Buongiorno e Sam Beukema. Una situazione che potrebbe spingere la società ad accelerare la ricerca di un nuovo centrale sul mercato.

La prima diagnosi per Marianucci parla di trauma contusivo-distorsivo al ginocchio sinistro. Saranno necessari ulteriori riscontri per stabilire l’entità del problema e soprattutto i tempi di recupero, ma nell’immediato Massimiliano Allegri deve fare i conti con un reparto ridotto numericamente.

In questo momento, infatti, Amir Rrahmani e Rafa Marin rappresentano i due centrali di ruolo effettivamente a disposizione. Una condizione delicata considerando l’avvicinarsi dell’inizio del campionato e la necessità di completare la preparazione attraverso gli ultimi appuntamenti estivi.

Buongiorno fuori e Beukema ancora in recupero

Il problema Marianucci arriva in un momento poco favorevole. Alessandro Buongiorno è destinato a rimanere indisponibile ancora a lungo, mentre Sam Beukema sta lavorando per tornare a disposizione, ma non è ancora pronto per essere utilizzato regolarmente.

Le rotazioni difensive si sono così improvvisamente ridotte. Una situazione che modifica anche le valutazioni su alcuni giocatori precedentemente considerati in uscita.

Tra questi c’è Obaretin, che potrebbe tornare utile almeno durante questa fase di emergenza. Nel gruppo può essere preso in considerazione anche il giovane Garofalo, proveniente dal settore giovanile, ma è evidente che il Napoli abbia bisogno di una soluzione più strutturata per affrontare una stagione lunga e ricca di impegni.

Non va inoltre esclusa un’alternativa tattica. Mathias Olivera può essere adattato al centro della difesa, posizione già ricoperta con la nazionale uruguaiana. Sarebbe però una soluzione di necessità e non eliminerebbe l’esigenza di ampliare il reparto.

Badiashile resta in cima alla lista del Napoli

Le difficoltà numeriche aumentano inevitabilmente l’attenzione sul mercato. Il profilo che continua a essere indicato come principale obiettivo è quello di Benoit Badiashile, difensore mancino di proprietà del Chelsea.

Il Napoli avrebbe individuato nel francese un giocatore adatto a completare il reparto, ma resta ancora da trovare la formula capace di mettere d’accordo le società. Il club azzurro punta infatti a costruire un’operazione in prestito con diritto di riscatto.

Il ritorno del Chelsea dalla tournée asiatica potrebbe rappresentare un passaggio importante per capire se esistano le condizioni per sbloccare definitivamente la trattativa. Il Napoli dovrà decidere se aumentare gli sforzi per raggiungere un accordo oppure orientarsi rapidamente verso un’altra soluzione.

Un elemento favorevole riguarda la posizione dello stesso Badiashile. Il centrale francese avrebbe dato priorità alla possibilità di trasferirsi al Napoli, tanto da non aver aperto ad altre opportunità arrivate dalla Premier League.

Il mercato può cambiare dopo l’infortunio di Marianucci

Prima dell’ultimo problema fisico, l’acquisto di un centrale rappresentava già uno dei dossier aperti dalla dirigenza. Adesso, però, la questione assume un peso differente.

Con soltanto due centrali pienamente utilizzabili, Giovanni Manna deve trovare un equilibrio tra le esigenze tecniche e le condizioni economiche dell’operazione. Il Napoli sta infatti portando avanti un mercato nel quale le nuove entrate restano strettamente legate anche alla gestione delle uscite e degli spazi disponibili nella rosa.

La situazione potrebbe quindi accelerare alcune decisioni. Aspettare troppo significherebbe affrontare la parte conclusiva della preparazione con pochissime possibilità di rotazione, aumentando anche il carico di lavoro sui giocatori disponibili.

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