Per Alisson Santos comincia una nuova fase della sua avventura al Napoli. L’esterno brasiliano si presenta al debutto in campionato con uno status profondamente diverso rispetto a quello che lo aveva accompagnato al suo arrivo in Italia. Da giocatore utilizzato soprattutto per cambiare ritmo alle partite, il brasiliano è diventato una delle prime soluzioni offensive a disposizione di Massimiliano Allegri.
Per il club potrebbe essere la stagione nella quale verificare definitivamente la bontà dell’investimento effettuato per portarlo in azzurro. L’operazione con lo Sporting Lisbona prevede infatti un investimento complessivo potenziale da circa 20 milioni di euro tra prestito e diritto di riscatto.
Dallo Sporting al Napoli, la crescita di Alisson
Il percorso europeo dell’esterno racconta di un calciatore che ha dovuto conquistarsi gradualmente spazio ai massimi livelli. Dopo le esperienze nelle categorie inferiori brasiliane e il passaggio al Leiria, nella seconda divisione portoghese, Alisson aveva compiuto il salto allo Sporting Lisbona.
Proprio in Portogallo era stato utilizzato soprattutto come elemento capace di incidere entrando dalla panchina. Nelle sue 18 apparizioni in campionato con lo Sporting non era mai partito titolare. Anche in Champions League il copione era stato simile: una sola presenza dall’inizio e altre sette da subentrato, accompagnate però da tre reti.
Tra queste era arrivato anche un gol particolarmente pesante a Bilbao, segnato nel finale e determinante per il cammino europeo della formazione allenata da Rui Borges. Maggiore spazio dal primo minuto era invece arrivato nelle coppe nazionali, con tre titolarità in Coppa del Portogallo e una in Coppa di Lega.
L’arrivo in Serie A cambia le gerarchie
Il trasferimento al Napoli nel mese di febbraio ha rappresentato una svolta. Nella prima fase della sua esperienza italiana il brasiliano era stato gestito con prudenza, ma il suo rendimento gli ha permesso rapidamente di scalare posizioni.
Un passaggio importante è stato il gol realizzato al debutto in campionato contro la Roma al Maradona. Da quel momento Alisson ha progressivamente aumentato il proprio minutaggio, dimostrando di poter essere qualcosa di più di una semplice alternativa da utilizzare negli ultimi minuti.
Nei quattro mesi trascorsi in azzurro durante la scorsa stagione ha totalizzato 14 presenze in Serie A, nove delle quali da titolare, realizzando quattro gol. A queste si è aggiunta un’apparizione dalla panchina in Coppa Italia.
Numeri che evidenziano soprattutto il cambiamento avvenuto nel suo utilizzo. Se allo Sporting era prevalentemente un’arma da inserire a partita iniziata, a Napoli ha cominciato a trovare continuità anche nella formazione iniziale.
Allegri punta sulle qualità del brasiliano
Come sottolinea il Corriere dello Sport, il nuovo corso tecnico potrebbe favorire un ulteriore salto di qualità. Dribbling, rapidità nell’uno contro uno e capacità di creare superiorità rappresentano alcune delle caratteristiche principali di Alisson, chiamato adesso a renderle determinanti con maggiore continuità.
Allegri sembra intenzionato a concedergli fiducia fin dalle prime battute della stagione. Contro il Genoa, il brasiliano avrà il compito di accompagnare la manovra offensiva e creare occasioni per Hojlund, senza rinunciare alla ricerca personale della porta.
La sfida principale riguarda proprio la continuità. Essere efficace entrando negli ultimi trenta minuti, contro difese più stanche e partite maggiormente aperte, rappresenta un compito differente rispetto al dover incidere dal primo minuto e mantenere un rendimento elevato nell’arco dell’intera gara.
Alisson chiamato alla stagione della conferma
Le nove partite iniziate da titolare tra febbraio e maggio hanno fornito indicazioni incoraggianti, ma il nuovo campionato presenta responsabilità differenti. Ora Alisson parte molto più avanti nelle gerarchie e dovrà dimostrare di poter sostenere un ruolo centrale durante un’intera stagione.
Il Napoli si aspetta dal brasiliano non soltanto accelerazioni e dribbling. Serviranno assist, gol e un contributo costante alla costruzione della fase offensiva, soprattutto per valorizzare un centravanti come Hojlund e gli inserimenti dei centrocampisti.
L’esordio di Genova rappresenterà così il primo banco di prova. Alisson non sarà più soltanto il calciatore al quale affidarsi quando occorre cambiare una partita già iniziata: dovrà essere uno degli uomini capaci di indirizzarla fin dall’inizio.
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