Allegri: “Vogliamo un trofeo nell’anno del centenario”

Il tecnico racconta i primi mesi in azzurro, elogia De Bruyne e Gilmour e paragona Hojlund a Kean: «Rasmus ha ancora grandi margini di crescita»

allegri

Massimiliano Allegri traccia un primo bilancio della sua esperienza sulla panchina del Napoli. Dai cambiamenti della città alla qualità del gruppo, passando per Kevin De Bruyne, Billy Gilmour e Rasmus Hojlund, l’allenatore azzurro ha affrontato diversi temi nel corso di un’intervista concessa a Sky Sport. Sullo sfondo c’è soprattutto un obiettivo: provare a conquistare un trofeo nella stagione del centenario del club. Per Allegri si tratta anche di un ritorno personale. Napoli faceva già parte della sua carriera da calciatore e, a distanza di circa trent’anni, il tecnico ha trovato una realtà profondamente trasformata. La città, che ricordava già con piacere, gli appare oggi ulteriormente cambiata e valorizzata.

Allegri soddisfatto dell’approccio del gruppo

La fase iniziale della nuova gestione è servita soprattutto a costruire le fondamenta del Napoli che Allegri vuole sviluppare nel corso della stagione. Il tecnico ha sottolineato la disponibilità dei calciatori e la capacità del gruppo di lavorare collettivamente. “Ho un gruppo di ottimi giocatori che si mettono a disposizione l’uno dell’altro, e questa deve essere la forza per tutto l’anno, non solo nelle partite facili. Ho trovato un ambiente in cui tutti lavorano per la causa Napoli, dalla mattina alla sera, e questo non è affatto scontato“. E poi ha aggiunto: “Sarei felice se avessimo vinto qualcosa. Ma soprattutto di aver fatto un’annata importante e di aver lasciato qualcosa di concreto. Vogliamo un trofeo nell’anno del centenario. Per fare questo bisogna essere molto seri, molto professionali e soprattutto molto responsabili per tutti i dieci mesi della stagione”.  

De Bruyne conquista Allegri con la sua qualità

Tra i giocatori inevitabilmente al centro dell’attenzione c’è Kevin De Bruyne. Allegri non ha dubbi sul valore tecnico del belga, considerato un calciatore capace di realizzare sul terreno di gioco soluzioni riservate a pochissimi interpreti. “Tecnicamente non lo scopro di certo io: quando gioca è un piacere vederlo, fa cose che pochissimi sanno fare. Dal punto di vista caratteriale è un ragazzo introverso, non è il tipo che parla tanto, però ogni tanto riesco a farlo sorridere. L’importante è che in campo faccia il De Bruyne, e quando sta bene lo fa“. Il tecnico ha speso belle parole anche per Gilmour: “Un giocatore importante, che sa leggere bene il gioco. In quel ruolo siamo ben coperti, e questo mi dà serenità”. Riferendosi anche alla presenza del titolarissimo Lobotka.

Redazione

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