Vergara racconta il Napoli: “De Bruyne super, con Allegri rapporto diretto”

Il giovane azzurro ripercorre sacrifici, prestiti e il grave infortunio che rischiò di allontanarlo dal calcio. Dalla vita in un monolocale a Vercelli alla fiducia del Napoli, passando per Allegri, Conte e il sogno della fascia da capitano.

vergara

Da un monolocale a Vercelli vissuto praticamente da solo a 18 anni alla possibilità di diventare uno dei protagonisti del Napoli. Antonio Vergara ripercorre le tappe di una carriera costruita attraverso sacrifici, momenti difficili e una convinzione rimasta intatta: riuscire un giorno a indossare da protagonista la maglia della squadra del cuore.

Il giovane centrocampista azzurro si è raccontato in una lunga intervista concessa a Il Mattino, arrivata dopo un avvio di stagione che ha ulteriormente acceso i riflettori sul suo talento. Contro il Genoa, infatti, Vergara ha trovato un gol e un assist per Kevin De Bruyne, lasciando subito un segnale importante.

Adesso davanti al Napoli c’è il Como e il centrocampista spera di avere nuovamente spazio nelle scelte di Massimiliano Allegri. Anche partendo dalla panchina, però, l’obiettivo non cambia: incidere quando viene chiamato in causa e contribuire alle vittorie della squadra.

Vergara e il rapporto con Allegri

Uno degli aspetti affrontati dal calciatore riguarda proprio il nuovo allenatore. Vergara ha sottolineato soprattutto la capacità di Allegri di costruire un rapporto personale con i giocatori, alternando il lavoro quotidiano a momenti più leggeri.

Il tecnico, secondo il centrocampista, cerca il dialogo diretto con ogni elemento della rosa, scherzando e utilizzando spesso l’ironia. Un metodo che Vergara ha spiegato di apprezzare particolarmente.

Diverso, almeno nell’approccio quotidiano, il ricordo di Antonio Conte.

Vergara ha descritto l’ex allenatore come un tecnico caratterizzato da una ricerca quasi ossessiva della vittoria. Anche dopo un successo netto, Conte sarebbe stato immediatamente concentrato sull’impegno successivo e su come ottenere un altro risultato positivo.

Due modi differenti di guidare il gruppo, entrambi capaci di lasciare qualcosa nel percorso del giovane azzurro.

Un giocatore senza una sola posizione

Definire esattamente il ruolo di Vergara non è semplice, e il primo ad ammetterlo è proprio il diretto interessato.

Negli ultimi cinque anni ha ricoperto numerose posizioni: esterno offensivo, trequartista, mezzala e quinto di centrocampo, adattandosi alle necessità degli allenatori.

La disponibilità tattica rimane uno dei punti centrali della sua filosofia. Vergara non considera fondamentale partire in una zona specifica del campo: ciò che conta è trovare spazio e riuscire a essere utile.

Alla vigilia della sfida contro il Como, la speranza è naturalmente quella di convincere Allegri durante gli allenamenti. Ma il centrocampista accetterebbe volentieri anche uno scenario simile a quello vissuto contro il Genoa: ingresso dalla panchina, gol, assist e vittoria del Napoli.

A 18 anni da solo a Vercelli

Dietro l’attuale momento positivo c’è però un percorso molto meno semplice.

Vergara ha raccontato di aver vissuto a 18 anni praticamente da solo in un monolocale a Vercelli, sacrificando una parte importante della propria giovinezza per inseguire il calcio professionistico.

Il suo obiettivo era arrivare al Napoli. Nonostante questo, nemmeno lui immaginava che sarebbe riuscito a conquistare una posizione così importante all’interno della squadra azzurra.

Anni di sacrifici e lontananza da casa che, guardando alla situazione attuale, considera ripagati.

Nel percorso sono state decisive soprattutto due persone. La prima è il padre, indicato come punto di riferimento quotidiano. La seconda è Mario Giuffredi, il suo agente, al quale Vergara riconosce il merito di avere continuato a credere nelle sue possibilità anche quando intorno a lui la fiducia sembrava essere diminuita.

L’infortunio al crociato e la tentazione di lasciare il calcio

Il momento più complicato è coinciso con il grave infortunio al ginocchio.

Dopo la rottura del legamento crociato, Vergara aveva seriamente valutato la possibilità di interrompere il proprio percorso nel calcio. La delusione era stata così forte da spingerlo a telefonare alla famiglia e comunicare la propria disponibilità a tornare a casa.

L’alternativa era già presente: lavorare nella concessionaria automobilistica di famiglia a Caivano.

Quello viene ricordato dal calciatore come uno dei periodi più bui della sua esperienza. Alla fine, però, la scelta è stata quella di continuare.

Una decisione che oggi assume un significato ancora maggiore alla luce dello spazio conquistato nel Napoli.

Il rinnovo come dimostrazione della fiducia del Napoli

Vergara ha parlato anche del Como, prossimo avversario degli azzurri, definendolo una realtà capace di impressionarlo soprattutto per il mercato realizzato.

Il suo nome era stato accostato anche alla società lombarda, ma il centrocampista ha spiegato che il Napoli non avrebbe mai realmente preso in considerazione una sua cessione.

Un attestato di fiducia particolarmente significativo per un giocatore cresciuto con il desiderio di vestire proprio questa maglia.

Anche il nuovo contratto rappresenta, nella sua lettura, una dimostrazione concreta della considerazione ricevuta dal club.

Rinnovare con il Napoli, la squadra per cui ha sempre fatto il tifo, ha quindi assunto un valore che supera il semplice aspetto professionale.

Di Lorenzo e il sogno della fascia

Nel corso dell’intervista c’è stato spazio anche per Giovanni Di Lorenzo e per l’ipotesi che, in futuro, Vergara possa raccoglierne l’eredità come capitano.

Il giovane azzurro non ha nascosto l’apprezzamento per questa prospettiva, ma ha contemporaneamente espresso la speranza che quel momento sia ancora molto lontano.

Per Vergara, infatti, Di Lorenzo rappresenta un capitano difficilmente sostituibile, un riferimento all’interno dello spogliatoio e della squadra.

Prima di pensare alla fascia, però, c’è un presente da costruire.

Il gol e l’assist contro il Genoa hanno aumentato aspettative e attenzione, mentre Allegri può contare su un giocatore utilizzabile in numerose zone del campo. Vergara ha inoltre ammesso di riuscire a esprimersi con maggiore libertà durante le partite rispetto agli allenamenti, grazie all’adrenalina e all’atmosfera della competizione.

Dal monolocale di Vercelli alla prima squadra del Napoli, passando attraverso il crociato rotto e il pensiero di abbandonare tutto: il percorso di Antonio Vergara è arrivato adesso a una delle tappe più importanti. E dopo essere riuscito a conquistare la fiducia del club, il prossimo obiettivo sarà trasformarla in continuità sul campo.

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