Per Massimiliano Allegri quella di oggi non sarà una partita come le altre. Alle 18.30 il Napoli affronterà il Como e il tecnico farà il proprio esordio stagionale al Maradona, ritrovando da uomo del club uno stadio lasciato oltre 28 anni fa, quando indossava ancora gli scarpini.
Da allora è cambiato praticamente tutto. Allegri è diventato uno degli allenatori italiani più vincenti della sua generazione, il vecchio San Paolo è stato intitolato a Diego Armando Maradona e soprattutto il Napoli si presenta all’appuntamento con prospettive completamente differenti rispetto a quelle della fine degli anni Novanta.
Oggi oltre 45mila spettatori sono attesi a Fuorigrotta per accompagnare la prima casalinga della squadra guidata dal nuovo allenatore. Di fronte ci sarà però un Como ambizioso, affidato a Cesc Fabregas e pronto a misurarsi con gli azzurri senza partire battuto.
Allegri e quel precedente del 1998 con il Napoli
Come ricorda il Corriere dello Sport, per ritrovare l’ultima partita di Allegri al vecchio San Paolo da tesserato del Napoli bisogna tornare indietro di 28 anni, 3 mesi e 14 giorni.
Era il 15 maggio 1998 e gli azzurri concludevano contro il Bari una stagione estremamente negativa, terminata con la retrocessione.
Allegri quella partita non la giocò. Rimase in panchina e concluse così una parentesi napoletana molto breve, cominciata nel dicembre 1997.
Era arrivato per lavorare nuovamente con Giovanni Galeone, tecnico al quale era particolarmente legato, ma non riuscì a cambiare il destino di una squadra ormai precipitata verso la Serie B.
Il bilancio personale fu di appena sette presenze tra dicembre 1997 e febbraio 1998.
Nemmeno una vittoria nelle gare disputate: cinque sconfitte e due pareggi. Numeri inevitabilmente condizionati dal momento attraversato da quel Napoli, protagonista di uno dei campionati più difficili della propria storia.
Quella esperienza si chiuse senza lasciare particolari soddisfazioni sportive. Oggi Allegri ritorna a Napoli con un ruolo e soprattutto con obiettivi completamente diversi.
Dal campo alla panchina, cambia tutto dopo 28 anni
Il contrasto tra le due epoche è evidente.
Nel 1998 Allegri era un centrocampista arrivato nel corso di una stagione già fortemente compromessa. Nel 2026 è invece l’allenatore scelto dal Napoli per guidare una squadra costruita con ambizioni importanti.
Anche il contesto intorno al club è profondamente cambiato.
Lo stadio non porta più il nome di San Paolo ma quello di Diego Armando Maradona, mentre sugli spalti ci sarà una partecipazione decisamente superiore rispetto all’ultima giornata di quel campionato.
Per Napoli-Bari del maggio 1998 erano stati registrati 27.721 spettatori. Per la sfida odierna contro il Como sono invece previste più di 45mila presenze.
Sarà dunque un Maradona particolarmente caldo ad accogliere il nuovo allenatore nella sua prima apparizione casalinga.
Napoli reduce dalla vittoria di Genova
Allegri arriva al debutto davanti al pubblico azzurro dopo aver già raccolto un risultato importante lontano da casa.
Il Napoli ha infatti iniziato il proprio campionato conquistando tre punti a Marassi, risultato che consente alla squadra di presentarsi alla seconda giornata con maggiore serenità.
Adesso arriva però un test differente.
Giocare al Maradona significa assumersi la responsabilità di controllare maggiormente la partita e provare a sfruttare la spinta del pubblico. Il Como di Fabregas rappresenta però un avversario da affrontare con attenzione.
La formazione lombarda è una delle realtà più interessanti del campionato e arriva a Napoli con l’intenzione di mettere alla prova immediatamente la squadra di Allegri.
Oltre 45mila tifosi per il debutto al Maradona
Uno degli elementi centrali della serata sarà inevitabilmente il pubblico.
Più di 45mila persone sono attese sugli spalti del Maradona per la prima partita casalinga del nuovo Napoli.
Lo stesso Allegri non ha nascosto il significato particolare dell’appuntamento, sottolineando l’emozione legata al debutto davanti ai tifosi azzurri.
Una sensazione destinata però a lasciare rapidamente spazio alla concentrazione non appena inizierà la gara.
Ed è proprio il risultato ciò che conta maggiormente. Dopo il successo ottenuto all’esordio, il Napoli ha la possibilità di dare continuità immediata al proprio avvio e conquistare altri tre punti.
Allegri-Napoli, comincia una nuova storia a Fuorigrotta
I ricordi del 1998 appartengono ormai a un calcio profondamente differente.
Quella breve esperienza da giocatore terminò con una retrocessione e appena sette presenze personali. Ventotto anni più tardi Allegri torna nello stesso luogo per iniziare un capitolo completamente nuovo della propria carriera.
Questa volta non dovrà provare a cambiare le sorti di una stagione compromessa, ma guidare un Napoli con obiettivi importanti.
Alle 18.30 il passato lascerà definitivamente spazio al presente. Da una parte Allegri, al primo appuntamento casalingo della sua nuova avventura; dall’altra il Como di Fabregas, pronto a rappresentare subito un ostacolo significativo.
Il Maradona farà il resto, con oltre 45mila tifosi pronti ad accompagnare gli azzurri.
Dopo 28 anni, 3 mesi e 14 giorni, Massimiliano Allegri torna dunque a Fuorigrotta da uomo del Napoli. Non più da calciatore, ma da allenatore chiamato a costruire una storia completamente diversa.
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pessimo debutto, per ora con Allegri il Napoli è regredito ancora di più che con Conte.