Le ore che ci separano da Inter-Napoli diminuiscono sempre di più. La sfida di San Siro arriva, per gli azzurri, in un momento certamente già particolare, con un’insoddisfazione generale causata da un calciomercato senza fuochi d’artificio e da una sconfitta contro il Como che rischia di aver minato qualche certezza. Siamo pur sempre a inizio campionato, però: vale la pena concedere alla squadra di Allegri il beneficio del dubbio, specialmente tenendo conto del fatto che la stagione è appena cominciata. Certo, i precedenti in casa dell’Inter non fanno ben sperare, in senso generale.
In una fase in cui al Napoli mancano un po’ di cose, come l’equiilbrio nelle due fasi, il filtro e un po’ di condizione, a mettere una pezza in quel di Milano sponda nerazzurra dovrà provarci Stanislav Lobotka. Al di là del fatto che possa giocare con 2 mezzali o un altro palleggiatore vicino come Gilmour, nelle precedenti 2 giornate di campionato lo slovacco ha dimostrato di poter essere ancora un perno di questa compagine.
Perché Stanislav Lobotka può essere l’uomo chiave di Inter-Napoli
Prima del presente, analizziamo il recente passato, cioè la partita di Lobotka contro il Como. Il Napoli ha vissuto in quella gara due macrofasi: una – piuttosto lunga – in cui ha lasciato il possesso agli avversari, l’altra (invece) nella quale ha alzato il baricentro e preso il controllo del campo. Per il ragazzo ne è scaturita una prova discreta, senza grossi acuti, ma comunque “di presenza” nei luoghi e nei tempi in cui ci si attendeva qualcosa da lui: 53 passaggi tentati, 47 riusciti, 1 dribbling, 1 cross. Non sono chiaramente numeri esaltanti, ma vanno contestualizzati in rapporto alla prestazione complessiva degli azzurri. L’aspetto interessante, più che altro, sta nel fatto che nel momento di match in cui il Napoli ha deciso di spingere al fine di pervenire al pari, lo stesso Lobotka abbia alzato notevolmente la sua posizione con il pallone tra i piedi. Se nella gestione Spalletti il ruolo di Lobotka era prevalentemente quello del play difensivo che giocava orizzontalmente e con Conte quello del regista con licenza di stare alto senza palla per recuperare la sfera o disturbare l’impostazione avversaria, con Allegri lo slovacco sembra destinato all’ennesima interpretazione del medesimo ruolo, stavolta un ibrido tra un regista difensivo e un centrocampista d’inserimento. Il gol del 2-2 annullato poi per fuorigioco di Lucca ne è la dimostrazione, con l’ex Celta Vigo bravissimo nei tempi di inserimento e (forse sorprendentemente) anche nella conclusione.
Contro l’Inter, di conseguenza, Lobotka sarà fondamentale in entrambe le fasi. Dovrà infatti congelare il pallone quando sarà l’Inter a provare la manovra offensiva (e nella protezione palla, lo sappiamo, lo slovacco ha pochi pari nel campionato italiano) e cercare di creare un po’ di superiorità numerica (soprattutto nella lettura degli spazi) nel momento in cui sarà invece il Napoli ad attaccare. A Lobotka per anni è mancata – non solo per “sentito dire”, ma in modo concreto – quella verticalità che, invece, a tratti ha mostrato Gilmour, da quando lo scozzese è arrivato. Nella gestione, Lobotka ha sempre dimostrato di essere un ottimo palleggiatore, raramente avvezzo agli errori, ma non ha mai inciso particolarmente quando si trattava di creare. Ora, Allegri ha dato l’impressione di provare a dare mandato al ragazzo di invertire la tendenza, dandogli anche licenza di offendere come poteva essere per Modric l’anno scorso al Milan.
Chiaro, quello che ci si aspetta prevalentemente da Lobotka a Milano è il congelamento del pallone, da mettere in freezer appena possibile. Soprattutto nel caso in cui dovesse essere l’unico palleggiatore centrale in mezzo al campo, il Nazionale slovacco dovrà far fronte – con la palla e senza, quindi anche con un po’ di corsa – alla “pesantezza” di altri interpreti con le gambe ancora alla ricerca della migliore condizione. Ancora una volta, in ogni caso, Lobotka sembra poter ricoprire un ruolo da protagonista nel centrocampo del Napoli, magari anche con una piccola spinta evolutiva in termini di compiti assegnati.
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