Il Napoli ha rispolverato una vecchia tradizione calcistica, quella dei gol segnati nei minuti finali, ribattezzata negli anni con nomi diversi. Dopo la celebre zona Cesarini, per i partenopei si è passati alla zona Pampa (in onore di Roberto Sosa) e poi alla zona Mazzarri, con interpreti come Cavani, Lavezzi e Maggio. Oggi, con Antonio Conte in panchina, il club azzurro vive la sua “zona Conte”, caratterizzata da una tenacia offensiva che dura fino all’ultimo secondo, come dimostrato dalle recenti partite di campionato.
Napoli, quanti gol nei finali di gara
Come riporta il Corriere dello Sport, Dei 9 gol segnati finora dal Napoli in campionato, ben 6 sono arrivati dopo il 70′. La partita contro il Cagliari, conclusa con un netto 4-0, ne è un esempio: le reti di Lukaku al 70′ e di Buongiorno al 94′ hanno suggellato una vittoria importante. Questo trend si era già manifestato nel 3-0 contro il Bologna, con i gol di Kvaratskhelia al 75′ e Simeone al 94′, e si è ripetuto contro il Parma, dove i gol di Lukaku (92′) e Anguissa (96′) hanno ribaltato la partita. Questi gol last minute non solo hanno assicurato al Napoli tre vittorie consecutive, ma hanno anche riportato una solidità che mancava da un anno e mezzo. La “zona Conte” non è solo frutto del gioco dei titolari, ma anche delle risorse che arrivano dalla panchina. David Neres, mai titolare nelle prime tre partite, ha già fornito 3 assist decisivi, mentre Simeone e Lukaku sono stati protagonisti entrando a partita in corso. Il Cholito, ad esempio, ha segnato il gol finale contro il Bologna, mentre Lukaku ha pareggiato contro il Parma, entrambi serviti dal talento brasiliano ex Benfica. La capacità del Napoli di segnare nel finale è un segnale chiaro: la squadra di Conte non solo attacca fino all’ultimo, ma può contare su alternative di qualità pronte a cambiare il corso delle partite.
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