Il mercato faraonico del Napoli non ha ancora prodotto i frutti sperati. A fronte di 137 milioni già spesi e altri 71 da versare entro pochi mesi, il club azzurro si ritrova in una fase di stallo tecnico e tattico, nonostante una classifica ancora incoraggiante sia in Serie A che in Champions League. Una contraddizione apparente che però fotografa bene il momento: la squadra c’è, ma non convince.
Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, Antonio Conte si è ritrovato a gestire una rosa allargata ma sbilanciata, in cui i nuovi acquisti faticano ad ambientarsi. Le operazioni estive, portate avanti con convinzione dal nuovo DS Manna, hanno ampliato l’organico da 13 a 27 elementi, ma l’integrazione dei nuovi innesti procede a rilento. L’obiettivo dichiarato era quello di garantire ricambi, qualità e soluzioni multiple, ma a oggi il rendimento di molti acquisti non è all’altezza dell’investimento.
Tra le operazioni più discusse spiccano i casi di Lang (28 milioni al PSV) e Beukema, entrambi finiti ai margini del progetto dopo le prime difficoltà. L’esterno olandese, indicato come un possibile alter ego di Kvaratskhelia, ha mostrato problemi fisici e nervosismo, mentre il centrale ex Bologna è sparito dalle rotazioni dopo il tracollo europeo con il PSV. Male anche altri profili arrivati con grandi aspettative, come Lucca e Gutierrez, quest’ultimo schierato in ruoli ibridi per tappare le emergenze nate dagli infortuni.
Il nodo tattico principale ruota attorno alla gestione del centrocampo, dove la presenza contemporanea di De Bruyne, McTominay, Anguissa e Lobotka ha complicato l’equilibrio del sistema. Conte ha dovuto adattarsi, cercando soluzioni che tenessero dentro il talento ma garantissero solidità. L’esperimento del tridente iniziale è stato progressivamente accantonato, lasciando spazio a una squadra più prudente, meno fluida, spesso spenta nella costruzione del gioco.
La situazione è stata aggravata da diversi contrattempi fisici, tra cui l’infortunio estivo di Romelu Lukaku, costato caro in termini di tempo e denaro: 50 milioni complessivi (5 di prestito, 45 di riscatto) per un centravanti che ancora non ha inciso, ma che potrebbe tornare in tempo per la Supercoppa. Il suo recupero è visto come la possibile chiave di volta per sbloccare una manovra offensiva finora prevedibile e sterile.
Nel frattempo, l’abbondanza si è trasformata in un problema. Con così tanti giocatori da gestire, il turnover è diventato obbligato, ma senza che nessuno tra i nuovi riuscisse realmente a prendersi il posto.
La sensazione, per ora, è che il Napoli sia un cantiere aperto. I meccanismi sono ancora da costruire, le gerarchie non del tutto definite, e i tanti volti nuovi sembrano più una somma che una squadra. Eppure, nei numeri c’è ancora speranza: il quarto posto in campionato e la qualificazione ai playoff di Champions mantengono vivo l’obiettivo stagionale.
Seguici su
Aggiungi siamoilnapoli.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



9 volti di bidoni