Le parole profetiche di De Laurentiis non vennero credute. Ma il presidente del Napoli ha avuto ragione
Il Napoli ha sorpreso molti con il suo straordinario inizio di campionato. Chi invece non è stato colto impreparato dal folgorante inizio degli uomini di Spalletti è sicuramente il presidente del Napoli.
Il giorno in cui Aurelio De Laurentiis si sbilanciò – «allestiremo una grande squadra» – la credibilità, in quel momento ai minimi storici, trasformò la previsione o la promessa, fate voi, in una boutade estiva: però Cristiano Giuntoli, il diesse, si era già messo all’opera, e con Maurizio Micheli, il capo dell’area scouting, aveva persino stilato la lista della spesa, che Luciano Spalletti, l’allenatore, condivideva, aggiungendoci ovviamente qualcosa di suo.
La rivoluzione si sta compiendo, rapidamente. L’attacco ai poteri forti – alla Juventus, al Milan, all’Inter – è partita dall’alto, da quella batteria di piccoli fenomeni che adesso stanno facendo impallidire l’universo-calcio, costringendolo a consegnare la patente di competenza ad un club che non è infallibile, e ci mancherebbe, ma che raramente sbaglia, come dimostra la Storia più recente. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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