Il tecnico puntualizza e spedisce le critiche al mittente
“La contestazione dopo la sconfitta di Empoli, col Napoli terzo in classifica, ha trasformato la sua comunicazione. In quel momento si è reso conto che il termometro dei sentimenti a Napoli è molto variabile e quindi preferisce rimanere sul confine tra realismo ed entusiasmo.
La sua personalità è schietta e durante la conferenza stampa di ieri Spalletti ha rivelato l’atteggiamento dell’ambiente che non gradisce: «Mi garba poco lo schema vincere o morire, l’idea che se non vinci hai fallito e io non so se vinco. Quelli andati via li avete visti o vi serve lo schema? Bisogna riorganizzare la squadra, si cambiano i pronostici in base a ciò che è successo il giorno prima. E un percorso di crescita, lo si può fare più velocemente o lentamente ma c’è da farlo e serve un po’ di tempo per diventare un gruppo come l’anno scorso, io l’avevo messo in conto nel nuovo ciclo di giocatori». Un messaggio chiaro anche per i tifosi: «Sono felicissimo di essere l’allenatore del Napoli, le mie ambizioni sono di un livello alto ma non garantisco niente».
Il suo discorso è un gioco d’equilibri, Spalletti si dichiara soddisfatto del mercato ma sottolinea spesso il quadro dei «sinonimi e contrari», cioè delle partenze e degli arrivi. Prima dell’esordio di Verona, menzionò il gap in termini di personalità ed esperienza tra coloro che sono andati via e quelli che sono arrivati. Una differenza nei curriculum oggettiva, evidente che sul mercato non è stata colmata visto che non è arrivato anche Keylor Navas, individuato non solo per l’abilità tra i pali ma soprattutto perché poteva essere un leader di uno spogliatoio giovane, con poca abitudine all’alta classifica e alle coppe europee”. Lo scrive “Il Corriere del Mezzogiorno”.
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