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Garics: “Stagione fallimentare se il Napoli non andasse in Europa”

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Intervistato da Radio CRC, l’ex terzino austriaco del Napoli Gyorgy Garics ha parlato della sfida che attende gli azzurri contro un’altra delle sue ex squadre, ovvero l’Atalanta. Garics ha anche parlato dell’episodio che ha coinvolto Juan Jesus e Acerbi.

Ecco le sue parole: “Il Napoli vive una situazione a cui ormai non era più abituato da anni. Tutto questo, per assurdo, l’anno dopo lo Scudetto vinto. Anche questo fa parte del calcio, dopo un’annata favolosa ci si può trovare in situazioni del genere. Può essere un fattore di crescita per tutti. Era in continua crescita il percorso del Napoli su e un livello altissimo. Con l’Atalanta è l’ultima possibilità per cercare di riagganciarsi e provare a raggiungere la Champions League a fine stagione. Il Napoli per me è un fallimento a tutti gli effetti se non arriva almeno in Europa.

Il caso Juan Jesus-Acerbi? Secondo il mio punto di vista è un discorso molto delicato ma è un discorso anche molto strumentalizzato. Sono episodi che ci sono sempre stati nel calcio, vogliamo accettarlo o no, ci saranno sempre questi episodi qua. Però questo non significa che un’espressione rubata nel momento, sia un’espressione necessariamente razzista. Non voglio giustificare uno e difendere l’altro. A chi non è capitato in macchina nel traffico a dire una parola fuori posto. Tutti abbiamo fatto una cosa del genere, ma ciò non significa che uno sia razzista. Si fa fatica a pensare ad una cosa amichevole tra Juan Jesus ed Acerbi, però quando sei in campo e vieni ripreso e dici cose del genere, sai che viene fuori un caso che toglie valore al calcio.
Quella che Juan Jesus dice abbia esclamato Acerbi è un’espressione da condannare a tutti gli effetti. Bisogna sempre rimanere uomini e bisogna sempre cercare di mantenere il valore che uno ha ricevuto o che avrebbe dovuto ricevere. Sicuramente è una cosa bruttissima. Se non abbiamo le prove al 100% di quello che ha detto, purtroppo parliamo di una cosa non verificabile al 100%.
Anche io sono stato minacciato o menato dopo qualche partita. L’unica cosa giusta sarebbe utilizzare questi casi per mettere in ordine la cosa, così da avere in futuro tutto chiaro per chiunque lo faccia, che sia uguale per tutti. È un po’ il problema nel mondo e permettetemi di dire, in Italia, dove mancano le conseguenze che non sono mai così pesanti da fungere da deterrente.
La chiave per tutto questo è leggi chiare e punizioni pesanti che fungono da deterrente”.
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