Napoli, la forza dei campioni 2023: dieci azzurri pronti a spingere Conte verso un nuovo trionfo

Meret, Di Lorenzo, Lobotka, Anguissa e gli altri “sopravvissuti” dello scudetto pronti a trascinare il Napoli alla rincorsa del bis

Non è un déjà-vu, è una missione. Due stagioni dopo il trionfo di Udine, dieci protagonisti dello scudetto 2023 sono ancora lì, al centro di un nuovo progetto, sotto la guida di Antonio Conte. Non solo veterani di un’impresa recente, ma motore emotivo e tecnico di un gruppo che ha ritrovato ambizione e voglia di stupire.

L’eredità dello scudetto: dieci volti per un nuovo sogno

Il Napoli campione 2023 ha cambiato pelle, ma conserva l’anima. Dieci giocatori di quella cavalcata sono ancora in rosa, e rappresentano oggi la spina dorsale su cui Conte può costruire il proprio Napoli. Un gruppo che sa come si vince, e che ha voglia di ripetersi.

In porta Alex Meret, con le sue 208 presenze, ha superato i dubbi e le critiche, diventando uno dei simboli silenziosi della stabilità difensiva. Giovanni Di Lorenzo, capitano per destino e convinzione, guida la squadra dentro e fuori dal campo, vicino più che mai a una nuova consacrazione. In difesa, Rrahmani, Juan Jesus e Olivera garantiscono continuità e resilienza: pilastri che resistono alle tempeste.

A centrocampo, Lobotka e Anguissa, definiti da Conte “tra le migliori coppie in Europa”, formano una cerniera solida e versatile, base su cui costruire sia il pressing che la ripartenza. Sono loro ad aver dato equilibrio al Napoli dello scudetto, e sono ancora loro a tenere insieme il gioco.

L’attacco dei gregari indispensabili

In avanti, Raspadori e Simeone hanno vissuto all’ombra dei grandi nomi – prima Osimhen e Kvaratskhelia, poi Lukaku e Neres – ma la loro importanza nei momenti chiave non è mai mancata. Lo stesso Matteo Politano, per corsa e duttilità, è rimasto un punto fermo. Non sempre protagonisti nei titoli, ma decisivi nelle trame.

Kvara e gli altri: eredità e prospettive

Anche Khvicha Kvaratskhelia, seppur non tra i “fedelissimi” della rosa iniziale, fa parte di questo racconto. Già decisivo con 5 gol e 4 assist, ha vissuto il trionfo del 2023 e ora guarda avanti, come dimostrato nella vittoria europea al Parco dei Principi. Anche Zerbin e il rientrato Folorunsho, pur con ruoli marginali nel primo scudetto, portano con sé l’esperienza e la fame giusta.

Da Spalletti a Conte, un filo continuo

Se Luciano Spalletti li ha guidati alla gloria, oggi è Antonio Conte a ricevere l’eredità di un gruppo che non ha dimenticato come si fa. Il tecnico salentino ha già mostrato apprezzamento per alcuni di loro, soprattutto per il lavoro del centrocampo. E in una stagione che sembrava partita in salita, la voglia di riscatto dei veterani può diventare la scintilla per un altro trionfo.

Una nuova impresa con il vecchio cuore

Napoli sogna, e lo fa guardando a chi ha già vinto. Se arriverà un altro scudetto – e i presupposti ci sono – il merito sarà anche di chi non ha mai lasciato, nemmeno nei momenti più bui, di chi ha creduto nel progetto, anche quando sembrava smarrito, e di chi oggi vede in Conte il condottiero giusto per tornare a toccare il cielo.

Redazione

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