I soldati di Conte: un Napoli da battaglia che vola oltre l’emergenza

Lukaku e McTominay trasformati, Di Lorenzo e Anguissa rigenerati. Il tecnico costruisce un gruppo compatto, affamato e tatticamente impeccabile

napoli udinese formazioni ufficiali

Nel Napoli di Antonio Conte non ci sono stelle, ma soldati. Uomini che lottano, si sacrificano, imparano, si adattano e combattono per un unico obiettivo: la vittoria. È questa la fotografia più fedele del gruppo azzurro che, a tre giornate dal termine del campionato, vede lo scudetto a portata di mano.

Il principio guida è chiaro: «Pensare al noi e non all’io». Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, una regola non scritta che Conte ha inciso nello spogliatoio sin dal primo giorno. Da quel momento, il Napoli ha smesso di temere le vertigini e ha iniziato a scalare la classifica trasformandosi in un blocco granitico, capace di superare anche le emergenze più dure. La vetta, oggi, è il frutto di un percorso collettivo in cui la fame e la disciplina hanno fatto la differenza.

In questa marcia compatta, Romelu Lukaku e Scott McTominay rappresentano gli emblemi dell’identità contiana. Il primo, già noto per la sua sinergia con il tecnico, ha raggiunto la doppia cifra sia in gol (12) che in assist (10), secondo in Europa solo a Salah per contributi totali. Il secondo, rigenerato da Conte dopo l’addio a Manchester, è salito a quota 11 reti in campionato, trasformandosi in un perfetto centrocampista “box to box” e diventando un punto fermo insostituibile.

“I suoi allenamenti sono durissimi, ma nel calcio e nella vita non ottieni nulla senza fatica”, ha dichiarato McTominay, confermando quanto il metodo Conte abbia inciso non solo sul fisico, ma soprattutto sulla mentalità.

Accanto ai protagonisti di copertina, Conte ha costruito una seconda linea di affidabilità totale. Giovanni Di Lorenzo, capitano rigenerato e punto fermo sia da terzino che da centrale, ha ritrovato brillantezza e leadership, diventando un vero jolly difensivo. Anguissa, che sembrava in calo nella passata stagione, è tornato a brillare come uomo ovunque e ha persino aggiunto il gol al suo repertorio. Olivera, adattato centrale contro il Lecce, ha risposto con una prestazione impeccabile. Rrahmani, infine, è diventato il “computer” della difesa, come lo ha definito Conte: imparare, eseguire, dominare.

Tutto questo nonostante un’infermeria affollata e rotazioni obbligate. Eppure, come ribadito più volte dallo stesso tecnico, nessuno si è mai lamentato. Anzi: “I miei ragazzi sono dei soldati. Quando c’è stata emergenza, nessuno ha fiatato”.

Ora il Napoli è a sette punti dal titolo aritmetico: il margine è minimo, ma sufficiente. Le ultime tre gare sono vere battaglie, e Conte lo sa. Ma lo sa anche il suo gruppo, addestrato al sacrificio e temprato nell’unità. Una squadra che, per mentalità e prestazioni, è già entrata nella storia, anche se il tecnico ammonisce: “Solo chi vince scrive la storia, gli altri al massimo la leggono”.

Redazione

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