Napoli-Eintracht Francoforte non è solo una sfida decisiva per il girone di Champions League, è anche lo scontro tra due visioni di calcio moderne e in continua evoluzione. A poche ore dalla gara del “Maradona”, ha parlato Timmo Hardung, giovane direttore sportivo del club tedesco, intervistato da La Gazzetta dello Sport.
Classe 1990, Hardung è uno dei più giovani dirigenti d’Europa: come il suo omologo azzurro Giovanni Manna, non vanta un passato da calciatore professionista, ma ha costruito la sua carriera a forza di passione, studio e competenza. “Non ho mai giocato nemmeno a livello giovanile – racconta – e sapevo di non avere i mezzi per sfondare in campo. Ma avevo un sogno, e ho lavorato sodo per realizzarlo. Nessun parente famoso, nessun aggancio nel mondo del calcio. Solo voglia di imparare”.
L’Eintracht Francoforte, oggi a pari punti con il Napoli nel gruppone di Champions, è diventata un esempio di scouting e plusvalenze, con operazioni che hanno fruttato cifre record. Hardung però sottolinea come dietro ogni cessione ci sia un lavoro metodico di squadra: “Non esiste una ricetta segreta. Il nostro obiettivo è scovare il talento, portarlo a Francoforte e metterlo nelle condizioni ideali per esprimersi. Soprattutto se è giovane: deve poter sbagliare e crescere. E questo richiede anche allenamenti specifici, individualizzati”.
Non mancano i riferimenti a casi di successo come Randal Kolo Muani o Hugo Ekitiké, passati dal club tedesco per poi spiccare il volo verso altri palcoscenici. “Quando perdi calciatori così, il livello della squadra inevitabilmente cala. Ma il nostro modello si basa proprio sulla capacità di scoprire e formare nuovi giocatori, facendo da ponte tra scouting e player trading”.
Sul fronte tecnico, Hardung mostra grande fiducia nell’allenatore Dino Toppmöller, figura centrale nel progetto. “Ha una filosofia simile alla mia: energia, coraggio e accettazione del rischio. Sappiamo che giocando in modo offensivo possiamo anche subire gol, ma non è un dramma. L’importante è creare occasioni, spingere in avanti, essere propositivi”.
Infine, uno sguardo alla partita di questa sera, che vale tanto per la corsa agli ottavi: “Il Napoli è una squadra di altissimo livello, è campione d’Italia, ma noi non partiamo battuti. Abbiamo qualche assenza, è vero, ma non rinunciamo alla nostra identità. Vogliamo giocarcela fino in fondo”.
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