Napoli, le strategie di De Laurentiis: nuovo centro sportivo e stadio per colmare il gap

Il presidente azzurro lancia il piano per il secondo ventennio: infrastrutture, vivaio e sostenibilità al centro della crescita

de laurentiis

 Dal 2004 a oggi il Napoli ha vissuto una trasformazione profonda, guidata da Aurelio De Laurentiis. Un processo iniziato con la rinascita dalla Serie C e culminato con due scudetti in due anni solari e la conquista della terza Supercoppa della storia azzurra. Un’evoluzione sportiva e manageriale che ha portato il club a sedersi con continuità tra le grandi del calcio europeo, ma che ora impone una nuova fase di sviluppo: strutture, settore giovanile e patrimonio infrastrutturale.

Napoli, le strategie di De Laurentiis per arrivare al top

Il futuro passa da Succivo. È lì che sorgerà il nuovo centro sportivo del Napoli, a pochi chilometri dall’attuale sede di Castel Volturno. Il progetto prevede una struttura all’avanguardia, dotata di uffici, foresterie, campi, laboratori, aree per la prima squadra e spazi dedicati al settore giovanile, con l’obiettivo dichiarato di creare una filiera interna di talenti, all’altezza delle big italiane ed europee. La “posa virtuale della prima pietra” annunciata da De Laurentiis nel settembre 2024 è stato il segnale concreto dell’inizio del secondo ciclo. Come sottolinea il Corriere dello Sport, lo scarto con le grandi del Nord, evidenziato anche da Antonio Conte, resta evidente su diversi fronti. Juventus, Inter e Milan dispongono di stadi di proprietà o in costruzione, di centri sportivi moderni e di seconde squadreregolarmente iscritte ai campionati professionistici. Il Napoli ha iniziato a colmare alcune distanze in termini di investimenti sul mercato e monte ingaggi, pur mantenendo una gestione virtuosa grazie al lavoro congiunto di De Laurentiis e dell’amministratore delegato Andrea Chiavelli. Ma su strutture e infrastrutture c’è ancora margine per crescere.

Il nodo stadio resta centrale. I lavori di adeguamento del Diego Armando Maradona continuano a far discutere, ma l’idea di costruire un impianto di proprietà non è mai stata accantonata. L’obiettivo del presidente è dare al Napoli una casa all’altezza delle ambizioni sportive e capace di generare ricavi costanti, così come avviene per gli altri top club. Nel primo ventennio della gestione De Laurentiis, il Napoli ha riportato in alto il nome della città grazie a campioni come Higuain, Cavani, Hamsik, Osimhen, Kvaratskhelia, Reina, Albiol, Mertens, e allenatori del calibro di Benitez, Sarri, Spalletti, Ancelotti e ora Conte. Ma l’obiettivo del secondo ciclo non sarà solo legato ai risultati sportivi: si punta alla costruzione di un modello autosufficiente, strutturato e competitivo a lungo termine, capace di consolidare la posizione del club anche fuori dal campo.

Fondamentale anche il rafforzamento delle aree manageriali, con l’innesto di figure chiave come Giovanni Manna alla direzione sportiva, e Stefano Bianchini alla guida dell’area business, per sostenere una crescita a 360 gradi. Un progetto ambizioso, che punta a fare del Napoli non solo una squadra vincente, ma una vera istituzione sportiva e imprenditoriale. Il rischio, secondo De Laurentiis, è che i trionfi recenti restino episodi isolati. Per questo motivo, ogni scelta attuale – dall’accordo per Succivo alla riflessione sullo stadio – è orientata a rendere strutturale il successo sportivo, prolungando nel tempo i frutti di un lavoro iniziato oltre vent’anni fa.

Redazione

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