Prosegue la marcia di avvicinamento verso Napoli-Lazio, la prossima gara di campionato degli azzurri. Al Maradona, la squadra di Conte vorrà cercare di tenere a distanza il Milan e le altre inseguitrici per i posti Champions, per provare a ritrovare la vittoria dopo il mezzo stop di Parma (che, comunque, non ha interrotto il filotto di risultati utili consecutivi). Una gara, quella contro i biancocelesti, che nelle ultime uscite non sempre ha dato gioie ai partenopei. Di conseguenza, un match assolutamente da non sottovalutare.
Ecco quindi quali possono essere i temi principali dell’incontro, nella nostra anteprima con analisi tattica.
Napoli-Lazio, l’anteprima e l’analisi tattica del match
Anche a Parma, il Napoli ha confermato alcune tendenze piuttosto negative di questa stagione: un possesso palla importante (58,7% la media stagionale) ma spesso sterile, così come un’atavica mancanza dei tiri da fuori (13,1 a gara, soltanto 9° posto) e una fase offensiva non proprio impeccabile in generale, come testimonia un attacco abbastanza spuntato (solamente 48 gol segnati in campionato finora). La Lazio invece, mai come in quest’annata, è un vero e proprio cantiere aperto: Sarri si è dovuto inventare spesso soluzioni particolari per far fronte a infortuni e cessioni illustri. Ne ha risentito anche il suo sarrismo: per possesso palla, la Lazio è solo al 10° posto in Serie A (51,2%) e ha dovuto “imparare” a fare meno la partita e giocare di più in ripartenza (3 i gol segnati da contropiede).
Come al solito, il Napoli proverà a fare male da azione manovrata (31 gol in questo modo, 3^ forza di Serie A) ed entrando all’interno dell’area piccola (sempre miglior dato per tiri da quella zona, con 1,5). La squadra di Conte è in assoluto quella che fa più passaggi di tutto il campionato (549,8 a partita) anche se pecca nella ricerca dei passaggi lungi (41 in media a gara, dato peggiore insieme al Como). Può essere però letale con i filtranti: 2 in media a match, il meglio del campionato insieme a Como, Milan e Juventus. Il pericolo per i partenopei sarà quello di riuscire a eliminare alla radice le impostazioni avversarie, dato che attualmente gli azzurri hanno il dato peggiore tra i club italiani di massima divisione sia per contrasti tentati (17,1 in media) che per passaggi intercettati (6,3). D’altro canto, in difesa, la squadra di Conte è la squadra con il minor dato di dribbling subiti in tutto il campionato (4,4 a gara) e riesce a uscire bene dal pressing avversario, come testimoniato dai dati delle spazzate difensive: la media è solo di 17,3 e, insieme alla Juventus, è la squadra che gioca meglio dal basso in Italia.
La Lazio attacca forse meno di prima, ma lo fa abbastanza bene. In campionato al 4° posto per falli subiti (14,1) e, tra l’altro, è la squadra che è finita meno in fuorigioco di tutto il campionato (media di 0,9 volte a gara). Una strategia di attacco per i biancocelesti sarà sicuramente quella di sfruttare le fasce: non solo per caratteristiche strutturali (specialmente sul lato sinistro, con il 39% di attacchi), ma anche per limiti del Napoli (che vanta una media poverissima di 0,8 respinte di cross avversari e di 5,3 di passaggi respinti, in entrambi i casi il dato peggiore della Serie A). La squadra di Sarri pecca però per dribbling, con un 5° posto tra quelli falliti (9,9) e solo un 7° posto per quelli riusciti (5,5). Il problema verò, però, risiede nei cross: la Lazio, infatti, è la 2^ squadra peggiore della Serie A – dopo il Sassuolo – per media di cross a partita (14). Di conseguenza, Sarri dovrà trovare una quadra per sfruttare le qualità di un team che non sembra ancora avere un’identità chiara. Un vantaggio, invece, che il Napoli può manifestare in maniera più evidente.
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