Nella lunga intervista che il presidente Aurelio De Laurentiis ha rilasciato a La Gazzetta dello Sport (uno dei pochissimi giornali/siti italiani con cui il patron azzurro manifesta un rapporto attivo e a cui si concede mediaticamente in prima persona), tra i vari temi toccati, il più interessante passaggio riguarda la disponibilità – anzi, la volontà – di immergersi completamente nella gestione dei due problemi principali della SSC Napoli: il centro sportivo e lo stadio di proprietà.
De Laurentiis ha due enormi problemi da risolvere in chiave Napoli
“Due problemi che mi impegneranno completamente nel prossimo futuro”, spiega De Laurentiis. Sappiamo benissimo quanto, per restare competitivo, il Napoli abbia un bisogno clamoroso di impostare correttamente queste due infrastrutture. D’altronde, come lasciato intendere da Bianchetti mesi fa, nella sua conformazione attuale il Napoli ha fatto il massimo di ciò che poteva per arrivare dove poteva. Ora, per fare il salto di qualità (e per evitare un futuro potenzialmente incostante, in cui le entrate devono per forza dipendere dalle uscite e la ricerca della plusvalenza si manifesti come unica strada principale), al club servono strutture da valorizzare e dalle quali rimediare introiti.
La frase di De Laurentiis, peraltro, lascia immaginare come il presidente si defilerà leggermente dall’aspetto puramente sportivo. Con Manna in permanenza (dopo aver rifiutato Roma e Atalanta), dare al DS maggiori responsabilità è primario, a questo punto, sia in chiave calciomercato che gestionale. Lo stesso Allegri, navigato ed esperto, in connessione con un dirigente con cui ha già lavorato potrebbe fare da manager e non solo da allenatore, suggerendo calciatori da acquistare. Al Napoli servono step come questi per sperare (e sognare) in grande. Ed è evidente che le priorità del presidente De Laurentiis debbano diventare quelle del club (e viceversa).
Ci troviamo, probabilmente, in una fase storica molto importante per il Napoli, in termini di presente e futuro. Le prossime mosse andranno impostate con cautela, ma anche con decisione. Perché, d’ora in poi, sotto questi punti di vista ogni errore eventualmente commesso potrebbe pesare come un macigno.
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