Juan Jesus: “Sono arrivato da finito, abbiamo fatto la storia”

Juan Jesus: "Il mio saluto e il mio grazie vanno a una città passionale, che vive e ama la sua squadra. Niente conta più del Napoli, ed è questa la cosa che mi ha sempre impressionato"

juan jesus

Juan Jesus, ormai ex difensore del Napoli appena svincolatosi dal club partenopeo, ha lasciato a Il Mattino una lunga lettera di addio al club scritta di suo pugno e pubblicata nell’edizione odierna del quotidiano. Ecco le sue parole.

I saluti di Juan Jesus

“‘Ciao Juan, come stai? Guarda, abbiamo fatto tutto: domani fai le visite e poi andiamo a Napoli’. Questo era il messaggio del mio agente Roberto Calenda, verso le otto di sera del 16 agosto 2021. Dopo quel messaggio, tutto è diventato storia. Innanzitutto voglio ringraziare in modo speciale Robi, per avermi dato la possibilità di arrivare in un club importante come il Napoli dopo due anni difficili a Roma. E devo ringraziare una persona molto importante nella mia carriera: Mister Spalletti. L’unico, insieme a Roberto Calenda, a credere in me in un momento in cui ero visto soltanto come “finito”. Mi ha dato fiducia, insieme al suo staff, e la possibilità di mostrare realmente chi sono. E alla fine sappiamo tutti com’è andata. Grazie Mister: sei un allenatore fantastico e una persona eccezionale. Ti sarò sempre grato per quello che mi hai insegnato come calciatore, ma ancora di più come essere umano. Grazie al direttore Giuntoli“.

Saluti a tifosi e staff

Il mio saluto e il mio grazie vanno a una città passionale, che vive e ama la sua squadra. Niente conta più del Napoli, ed è questa la cosa che mi ha sempre impressionato: persino il tempo andava in base alle vittorie e alle sconfitte. E per fortuna, in questi cinque anni, ho visto più sole che pioggia. Grazie Napoli: non dimenticherò mai il vostro sostegno, i saluti in giro per la città. Grazie a tutte le persone che, nel loro piccolo, hanno sempre provato ad aiutarmi e a starmi vicino. Grazie a tutti quelli che fanno parte del blocco Castel Volturno. All’area amministrativa, in particolare alla mia amica del cuore, la signora Maria Luisa. Ai ragazzi del marketing. A Nicola Lombardo, a Guido Baldari e al suo team dell’area comunicazione. Al mio amico Nicola Menone, che con il suo furgone è andato ovunque per darci una mano. Allo chef Paolo e allo chef Fabio, a Maria e Veronica, che hanno sempre sistemato i nostri casini in cucina e nello spogliatoio. Ai miei amici Santoro e Paolo Rea: meritate davvero una statua per la pazienza e la bravura nel fare i team manager tra tutte le difficoltà possibili. Siete stati sempre precisi e giusti. Mando un abbraccio speciale a Ciro, il “tuttofare”. Credetemi: senza Ciro, Castel Volturno non esisterebbe. Lui c’è stato 365 giorni su 365. A volte lo vedevi sistemare una lampada, venti minuti dopo era in campo ad aggiustare qualcosa, poi lo trovavi sull’aria condizionata o a pitturare. Ciro era ovunque. Sei un grande, amico mio. Grazie ai magazzinieri Tommy, Umbi, Anto, Pepe, Giuà, Luca e Luigi. Grazie a Ettore con il suo super drone. A tutti gli steward dello stadio e al mio caro amico Angelo lannone. Ai miei amici dello staff sanitario, dottori e fisioterapisti: mi mancheranno tanto le nostre battute e le risate nella sala massaggi. Grazie ai Mister Garcia, Mister Mazzarri, Mister Francesco Calzona e al loro staff“.

Ringraziamenti anche a Conte e alla compagna

Un grazie speciale a Mister Conte, perché mi ha allungato la carriera di almeno tre anni. Con il suo staff abbiamo creato un bel legame: Grazie Elvis, Gianluca, Stello, Peppe e prof Coratti. Grazie al presidente De Laurentiis e alla sua famiglia per l’opportunità di far parte di un club cosi importante come il Napoli. Grazie a tutti i miei 73 compagni di questi anni: sotto la pioggia, il vento, il caldo, nelle trasferte lunghe. Abbiamo vissuto cose belle e meno belle, ma questo è il nostro lavoro. Grazie soprattutto a quelli con cui abbiamo vinto e fatto la storia: il terzo scudetto, dove abbiamo dominato, e il quarto, dove abbiamo meritato di vincere dimostrando continuità e sacrificio. Grazie alla mia famiglia e ai miei amici per il supporto di sempre. E ci tengo a ringraziare la mia compagna di vita, Fabiana Cervelli. Tu ci sei stata sempre e comunque. Quanti treni hai preso, quante cose hai dovuto organizzare per starmi vicino; anche quando sembrava impossibile, hai trovato un modo per esserci. Non sei mai stata tifosa di calcio, ma a Napoli lo sei diventata. Nei momenti più difficili hai fatto di tutto per non appesantire, e sei stata una spalla di conforto. Nei momenti di gioia eri lì a gioire come se fosse una vittoria anche tua e in verità lo era, perché tu mi hai insegnato tanto e mi hai dimostrato di valere tanto, amore mio”.

Redazione

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2 mesi fa

Grazie Juan e buona vita.

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2 mesi fa

Napoli sarà sempre casa tua. Buona vita.💙

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2 mesi fa

si forte

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2 mesi fa

Bravo sarai sempre ricordato,x la grande umiltà di essere attacato alla maglia.

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2 mesi fa

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