Nel calcio sentiamo parlare sempre più spesso di allenatori che puntano dritti al risultato e altri che, invece, sono alla ricerca del gioco perfetto. Antonio Conte, evidentemente, fa parte della prima categoria, vista che il suo Napoli vive (e molto bene in vetta alla classifica) di un paradosso: segna poco ma raccoglie tantissimi punti.
Paradosso Napoli: pochi gol, ma tanti punti
Come sottolinea Sportmediaset, gli azzurri viaggiano a una media di 1.5 gol seganti a partita, contro i 2.5 dell’Inter e i 2.3 dell’Atalanta. In proiezione, il Napoli potrebbe chiudere il campionato con appena 57 reti a fine campionato. Durante l’ultima conferenza Conte era stata chiaro: “Singolarmente, in squadra, non abbiamo molti giocatori protesi a segnare“. E i numeri gli danno ragione. I quattro titolari di difesa viaggiano a una media di 0.05 a partita (con Rrahmani che ne ha realizzati 21 in carriera). I tre centrocampisti Anguissa–Lobotka–McTominay, hanno una media ancora più bassa, 0.04. Lukaku guida la pattuglia di attaccanti con un gol ogni due partite giocate, facendo meglio di Kvaratskhelia (una rete ogni quattro match) e Politano (un centro ogni 10 gare disputate). A fare la differenza, quindi fase difensiva: la retroguardia azzurra è la migliore della Serie A e in Italia questo significa spesso serie possibilità di titolo.
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