Tra prospettive, speranze, sogni e infrastrutture: la visione del Napoli nel prossimo futuro

Tra prospettive, speranze, sogni e infrastrutture: la visione del Napoli nel prossimo futuro

Napoli-Udinese
Napoli-Udinese

In quest’ultimo mese è stato difficile (per noi, come per molti altri) scrivere qualcosa che fosse davvero interessante. Il campionato è terminato, il calciomercato non è ancora iniziato, siamo pieni di indiscrezioni, il Mondiale sta monopolizzando tutto. Mai come in queste ultime settimane, almeno nell’ambito Napoli, si respira un piattume particolare quanto strano. Non c’è un allenatore, non ci sono firme sui contratti. Parlare di calcio giocato – o di qualsiasi cosa possa generare un collegamento con esso – è molto complesso. Ma per fortuna, alcuni aspetti possono diventare comunque oggetto di analisi. E, al momento, uno dei più interessanti da approfondire riguarda le ambizioni che questo club può avere.

Le ambizioni del Napoli e come devono essere costruite

Cosa può diventare, quindi, il Napoli nel prossimo futuro? Abbiamo già detto varie volte che il salto di qualità deve passare attraverso l’investimento sulle strutture di proprietà, quindi centro sportivo e stadio. Il Napoli non ha la capacità economica di bacino o di riqualificazione interna che altri club posseggono, quindi i soldi deveono arrivare per forza da altre tipologie di introito. Bisogna investire, lo sappiamo. Ma la nostra piazza, a riguardo, spesso fa fuoco e fiamme. Immaginate il tifoso medio del Napoli, posto di fronte a una potenziale scelta: niente mercato, ma una stadio nuovo di zecca, fatto da zero, modernissimo, in poco tempo. Accetterebbe? Al Tottenham, anni fa, funzionò, Poi, chiaro, non è garanzia totale di risultati. Al di là degli scenari, certamente il Napoli deve crescere sotto questo aspetto. Tante volte abbiamo già detto che non si può più aspettare e, ogni volta che lo si dice, la lancetta dell’orologio è già avanti di qualche minuto.

Sul campo, poi, la continuità sarà fondamentale. Il Napoli si sta trasformando – non si può dire “evolvendo”, forse – perché ha scelto una strada molto pragmatica, che prima magari veniva rigettata – anche dal tifo – in virtù di una narrazione più poetica ed estetica, ma meno vincente. Le scelte di Conte e Allegri urlano in tal senso tutte le volontà della dirigenza: provare a vincere, anche a costo di sacrificare il bel gioco. Con Conte ha funzionato, bisognerà capire se Allegri riuscirà a raccogliere il testimone. Ma il fulcro è che, in termini di continuità, la scelta è anche giusta (se ne può discutere, ovvio) ed è proprio questo il motivo per cui altri profili – sui quali ci si sarebbe fiondati a tuffo in passato – non sono stati presi minimamente in considerazione.

Il Napoli è quasi sempre andato in Europa, da quando è tornato in Serie A. Le competizioni europee sono fondamentali per questo club, in termini di partecipazione. Ma quando potremo vedere un Napoli veramente competitivo in Europa, che non sia soltanto un’illusione stagionale (e, quindi, in maniera costante)? Con Benitez e Spalletti, in periodi e competizioni diverse, oggettivamente il club ha raggiunto piazzamenti di rilievo. Però, anche per coltivare ambizioni più alte fuori dall’Italia, non bastano solo gli investimenti sul campo, bensì quelli sulle strutture. Il punto di partenza resta sempre il medesimo.

Non si percepisce particolare fiducia o programmazione su altro (Primavera, possibilità per le calciatrici, la nascita di una polisportiva ufficiale). Ma è anche vero che, per la proprietà attuale, procedere in maniera graduale è un modus operandi vitale, viste le risorse presenti. Il futuro del Napoli, insomma, può essere sicuramente roseo. Ma molto dipenderà dalle decisioni prese e, soprattutto, dalla velocità con le quali verranno concretizzate, burocrazia esterna permettendo.

Redazione

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