Come ampiamente prevedibile, la conferenza stampa di presentazione di Massimiliano Allegri come allenatore del Napoli non ha prodotto particolari fuochi d’artificio, al di là di quelli da sottolineare giustamente per la splendida location (in questo il Napoli si conferma imbattibile). Lo stesso mister è parso, a tratti, un po’ emozionato, ritrovando però subito le sue certezze in termini di argomentazioni, comunicazione e postura.
Cosa ci ha detto la prima conferenza stampa di Massimiliano Allegri come tecnico del Napoli
Sempre parlando di prevedibilità, Allegri ha schivato le domande che riguardavano i moduli e il modo di giocare, di fatto confermando con la sua (non) risposta le sue intenzioni, cioè presumibilmente quelle già viste nel passato, sia recente che più antico, in termini di interpretazione delle sfide. L’aspetto principale della conferenza ha riguardato chiaramente l’impostazione della rosa, con Allegri che ha confermato come sia importante per lui valutare tutti i calciatori presenti e andando quindi, implicitamente, a dare forza anche a chi – come noi – spiegava che il mercato del Napoli si svilupperà prevalentemente tra un ritiro e l’altro, con potenziali occasioni da poter cogliere verso la fine della sessione. Ha fatto bene, secondo noi, a sottolineare la forza di una rosa che, a detta di molti, parte sempre sfavorita e che poi – in realtà – ha ottenuto spesso risultati eclatanti.
Un aspetto che il mister ha chiarito e che invece rappresenterà un punto di rottura rispetto alla scorsa stagione riguarda le gerarchie in porta. Allegri ha spiegato chiaramente che ci saranno un primo e un secondo portiere, di fatto mettendo fine alle possibilità di alternanza. Molto probabile, a questo punto, che uno dei due vada via, anche perché la storia del tecnico in questo senso parla chiaro e solo in casi rarissimi (Buffon-Szczesny nello specifico) c’è stata un’alternanza evidente tra estremi difensori. Una punta di orgoglio, invece, quando si è parlato del suo aziendalismo. E in questo, bisogna dirlo, probabilmente Allegri potrebbe rappresentare l’allenatore perfetto per De Laurentiis, per rapporto tra potenziali risultati e una sostenibilità necessaria per un club come quello partenopeo. I due hanno una chimica evidente, si stimano. E va dato atto al presidente di essere stato in grado, negli ultimi anni, di stringere rapporti importanti con figure di spicco delle panchine italiane, al di là di una certa narrazione (un po’ tossica) fatta sulla sua persona.
Per il resto, una conferenza senza troppi acuti, con domande – come prevedibile – non troppo ficcanti. Allegri si è presentato – questo va detto – con grande umiltà e con rispetto per la piazza. La frase “sono qui apposta per restituire” in relazione al suo passato poco fortunato da calciatore azzurro è indicativa, forse persino inaspettata. Ora bisognerà capire se la sua ambizione e la sua voglia di rivincita, chiaramente percepite (anche se smentite) durante le sue parole, si tramuteranno realmente in fatti.
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