Napoli, t’ manca semp ‘o sord p’apparà ‘a lira!

Napoli, 1 punto nelle ultime 3: addio ai sogni Scudetto

Il Napoli saluta una volta per tutte i sogni Scudetto cadendo in modo rocambolesco al Castellani. L’Empoli riesce a ribaltare il 2-0 azzurro nel giro di 7′ con Henderson e Pinamonti, ma soprattutto per errori individuali, una costante nelle ultime gare. Contro la Fiorentina ci furono quelli di Rrahmani e Mario Rui, con la Roma quello di Zielinski ed oggi  Meret e Malcuit. Gli azzurri nelle ultime 3 gare hanno ottenuto un solo punto, un ruolino di marcia misero, ancor più pesante se si lotta per lo Scudetto.  Dopo una prima crisi a cavallo tra dicembre e gennaio, gli azzurri si erano ripresi per poi cadere nuovamente nello scontro diretto col Milan ad inizio marzo, da lì altra reazione: vittorie con Hellas, Udinese e Atalanta. Dopo il successo di Bergamo, la pressione è aumentata ed è arrivata una nuova crisi: Fiorentina, Roma ed Empoli. Il Napoli si perde quando c’è da fare lo scatto decisivo, “manca semp ‘o sordo p’apparà ‘a lira“, recita un vecchio detto. Questa scena si ripete ormai da anni sempre con lo stesso finale: percorso molto positivo, interrotto con debacle incredibili nel momento cruciale. L’anno scorso fu il KO col Verona all’ultima giornata, la sconfitta contro la Fiorentina nell’anno dei 91 punti, prima ancora il 3-3 interno contro la Juventus di Conte, e molti altri ancora.

ESPERIENZA

La piazza di Napoli è difficili da gestire: il supporto è totale, un amore viscerale verso i colori e la maglia che viene trasmesso fino in fondo a tutti i calciatori. Evidentemente questo comporta un carico di pressione e responsabilità troppo grandi per i calciatori della rosa. Una problematica che alla lunga diventa deleteria, lo dimostrano i 32 anni passati dall’ultimo Scudetto vinto. La società deve riuscire ad ovviare a questo fattore, magari inserendo in rosa elementi che hanno giocato grandi partite, abituati alla pressione e alla lotta per grandi obiettivi, nazioni ed internazionali. Gli azzurri hanno raggiunto un’importante caratura internazionale quando Benitez portò elementi importanti in rosa come Reina, Albiol, Higuain, Callejon, tutti con personalità, carisma ed esperienza. Se anche un maestro come Ancelotti non è riuscito ad ottenere risultati degni di nota, vuol dire che il problema è ben radicato.

SOCIETA’

Rispetto agli anni precedenti, quest’anno è mancata la presenza di Aurelio De Laurentiis. Il patron ha abituato tutti ad interventi e prese di posizione ben chiare, spesso esagerate, ma capaci a smuovere l’ambiente. In questa stagione il numero uno non è mai intervenuto, lasciando quella sensazione di rottura misto disinteresse a quanto facesse Luciano Spalletti. Dirigenza da una parte, staff e squadra da un’altra, una spaccatura che ha lasciato strascichi importanti che poi si sono riversati in campo. Il ritiro permanente imposto dalla società sa più di paura che di necessità, quella di non ottenere la qualificazione in Champions, ma in questo momento serve qualcosa che compatti la squadra in questo finale per non mandare all’aria quanto di buono fatto da agosto ad oggi, ricordando le 9 vittorie consecutive di inizio campionato ed i 13 risultati utili in altrettante giornate.

Redazione

Seguici su

Aggiungi siamoilnapoli.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

gilmour
L'uomo chiave di Fiorentina-Napoli: Gilmour dovrà dividersi tra geometrie e corsa in una partita fondamentale...
Napoli-Bologna probabili formazioni
Allegri dovrà fare a meno ancora di un titolarissimo anche nel match contro la Fiorentina...

Altre notizie