Un calcio piazzato preparato nei minimi dettagli, eseguito con freddezza e intelligenza: è così che il Napoli ha conquistato tre punti d’oro a Lecce, grazie alla rete di Giacomo Raspadori che potrebbe rivelarsi decisiva nella corsa scudetto. Dietro al gol che ha steso i salentini, c’è la mano di Antonio Conte, maniacale nel curare ogni aspetto tattico, e il piede dell’ex Sassuolo, perfetto nel tradurre in realtà lo schema provato a lungo a Castel Volturno.
La finta di McTominay, il colpo di Raspadori
Il calcio di punizione nasce da un fallo conquistato proprio da Raspadori al limite dell’area. L’attaccante si sistema il pallone, ma la posizione fa pensare a un possibile appoggio per il compagno McTominay, che si piazza accanto a lui e sembra pronto a calciare. Invece, si tratta di una finta studiata: lo scozzese parte in corsa ma non tira, si inserisce nella barriera, aggiungendo confusione nella difesa del Lecce.
A quel punto, Raspadori indirizza la traiettoria proprio dove McTominay si abbassa per far passare il pallone, cogliendo di sorpresa il portiere Falcone. Il risultato è una rete pesantissima, che mantiene il Napoli in vetta alla classifica con tre punti di vantaggio sull’Inter a tre giornate dalla fine.
Dietro ogni dettaglio, la mente di Conte
Antonio Conte si conferma ancora una volta uno dei migliori strateghi del calcio europeo. Lo schema vincente di Lecce è solo l’ultima dimostrazione della meticolosità del tecnico salentino, capace di trovare soluzioni anche nei momenti più delicati della stagione. Non è un caso che questa rete arrivi in un momento chiave, quando la pressione si fa altissima e i margini d’errore si riducono al minimo.
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