Napoli, De Bruyne e McTominay insieme: da “problema” a risorsa di lusso per Conte

La coesistenza tra i due ex Manchester è al centro dell’evoluzione tattica azzurra. Con equilibrio, talento e visione, il Napoli sogna il bis tricolore

mctominay

Quando si ha a disposizione troppo talento, si parla di problema. Ma nel caso di Kevin De Bruyne e Scott McTominay, il Napoli ha solo un grande lusso. A raccontarlo è Marco Ciriello, attraverso un approfondimento pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, che analizza la metamorfosi del progetto tecnico di Antonio Conte dopo l’arrivo dei due ex Premier League.

Due acquisti inattesi e clamorosi, arrivati entrambi da Manchester, ma da sponde diverse: 30 milioni versati allo United per McTominay, e 10 milioni di bonus per completare l’operazione De Bruyne con il City. Scelte coraggiose, fortemente volute dal presidente De Laurentiis e dal direttore sportivo Manna, per dare al Napoli un’identità europea e contemporanea.

Conte ha dovuto adattare il suo impianto tattico per far convivere due profili così diversi ma complementari. Il classico 4-3-3 è stato rimodellato in un 4-1-4-1 fluido, capace di garantire copertura e libertà. McTominay è stato dirottato sulla mezzala sinistra, dove può sfruttare dinamismo e forza fisica, mentre De Bruyne agisce da regista avanzato libero di muoversi tra centro e fascia, orchestrando gioco e tempi con la sua visione superiore.

I numeri parlano chiaro: il belga ha già realizzato tre gol in campionato e fornito due assist in Champions, imponendosi come vero faro del Napoli. McTominay, invece, dopo una partenza promettente con gol e inserimenti, ha vissuto un leggero calo fisiologico che ha dato il via a voci su una presunta “incompatibilità”. Ma la realtà è ben diversa: l’intesa cresce, e la chimica tra i due si è estesa anche fuori dal campo.

I due vivono nello stesso parco residenziale a Varcaturo, nella zona ovest di Napoli, e le loro famiglie condividono momenti di vita quotidiana, tra cui partite di padel a Giugliano. Dettagli apparentemente marginali, ma che contribuiscono a rafforzare il rapporto umano e sportivo tra due pedine centrali nel mosaico di Conte.

Il Napoli, oggi, è un ibrido affascinante tra solidità e fantasia, tra organizzazione e libertà creativa. I “piedi buonissimi”, come li definisce l’allenatore, sono al centro di un sistema che ha smesso di vivere esclusivamente nei numeri dei moduli, e ha iniziato a seguire l’estro e l’intelligenza dei suoi uomini.

Diciannove trofei con il Manchester City, De Bruyne ha portato in dote non solo classe, ma una mentalità vincente, che ora si fonde con la grinta e la duttilità di McTominay. Un mix che rappresenta l’ambizione massima di questo nuovo Napoli, costruito per consolidare il primato nazionale e inseguire un percorso importante in Europa.

In un calendario fitto, che prevede sette partite in ventidue giorni, Conte avrà bisogno di tutti. Ma soprattutto della lucidità e del talento dei suoi due centrocampisti simbolo. Perché, in fondo, non c’è nessun problema da risolvere. Solo un grande potenziale da sfruttare.

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