È Scott McTominay l’unico superstite dei “Fab Four” del centrocampo del Napoli. Nell’infermeria partenopea sono finiti De Bruyne, Gilmour, Anguissa e Lobotka (quest’ultimo comunque disponibile a breve), lasciando Antonio Contecon una sola certezza nella zona nevralgica del campo: McT, lo stakanovista scozzese già simbolo di equilibrio e concretezza nella scorsa stagione, oggi leader indiscusso nel momento più critico dell’annata.
McTominay, l’insostituibile in casa del Napoli
Con tre partite in otto giorni – Juventus domani, Benfica mercoledì e Udinese domenica prossima – e una rosa falcidiata dagli infortuni, Conte costruirà attorno a McTominay la sua mediana d’emergenza, affiancandolo con le poche alternative rimaste: Elmas e il giovane Vergara. Una rotazione ridotta all’osso, in un tour de force che obbliga lo scozzese agli straordinari, chiamato a reggere ritmi da Premier anche in Serie A e in Champions League. Eppure, McT è pronto. Come sempre. Secondo solo a Di Lorenzo per minuti giocati, il centrocampista ha risposto in ogni ruolo assegnato: mezzala, seconda punta, esterno e oggi regista centrale nel 3-4-2-1. Dopo la sosta e il cambio modulo, ha arretrato il proprio raggio d’azione senza perdere incisività: assist contro l’Atalanta, gol e mezzo con il Qarabag, prestazione dominante all’Olimpico, dove ha superato i 12 km percorsi e annullato avversari del calibro di Cristante e Koné. Una dimostrazione di leadership fisica e tattica, come nel 2024, quando chiuse da MVP del campionato con 12 reti.
Oggi, senza Lukaku, è il capocannoniere stagionale del Napoli con 5 gol, davanti a Hojlund, Anguissa e De Bruyne, tutti fermi a quota 4. Una presenza totale, anche in zona offensiva, dove Conte gli chiede inserimenti, supporto e finalizzazione. Non è un vero bomber, né un play classico: è un falso nove in cabina di regia, l’uomo che unisce le linee, che interpreta gli spazi e che dà ritmo e presenza in entrambe le fasi. Non solo quantità, quindi, ma anche qualità, carisma e affidabilità, in un Napoli stravolto dagli imprevisti. I “Fab Four” sono svaniti troppo in fretta, con gli infortuni che hanno stravolto il piano estivo di Conte. Ma Scott è rimasto, come roccia e riferimento di un’idea che ora dovrà adattarsi alla realtà.
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