Le polemiche arbitrali tornano al centro del dibattito calcistico e questa volta a intervenire con parole dure è Ivan Zazzaroni. Il direttore del Corriere dello Sport ha lanciato un attacco frontale contro il sistema arbitrale italiano, puntando il dito contro il cortocircuito tra direttori di gara e Var emerso con forza dopo Atalanta-Napoli. Nel mirino c’è in particolare la gestione degli episodi che hanno visto protagonisti Chiffi e il Var Aureliano. Il riferimento è al rigore inizialmente concesso e poi revocato per il contatto tra Hien e Hojlund, giudicato non punibile dopo revisione, e al successivo gol annullato al Napoli per un contrasto ritenuto falloso tra gli stessi giocatori.
Non si spengono le parole post Atalanta-Napoli
Secondo Zazzaroni, il nodo centrale è l’incoerenza decisionale. “Se prima il Var corregge giustamente un rigore che non c’è e pochi minuti dopo si annulla un gol per un contatto simile, non c’è salvezza”, ha scritto, evidenziando la difficoltà di comprendere criteri e uniformità di giudizio. Un passaggio che sintetizza il senso di frustrazione espresso nell’editoriale. Il direttore parla di un progressivo passaggio dalla “resistenza” alla “resa”, denunciando l’impossibilità di ottenere un rapporto equilibrato e lineare tra arbitro di campo e sala Var di Lissone. Il tema non riguarda soltanto il singolo episodio, ma una gestione complessiva che, a suo avviso, rischia di minare la credibilità del sistema.
L’affondo si estende anche ai vertici arbitrali. Zazzaroni mette in discussione la direzione intrapresa dal designatore Rocchi, chiamato a giustificare pubblicamente errori e omissioni in una fase cruciale della stagione. Con scudetto, qualificazioni europee e lotta salvezza ancora da assegnare, il timore espresso è che ulteriori incertezze possano amplificare tensioni e polemiche. Nel suo intervento, il direttore richiama la necessità di affrontare il problema con anticipo, sottolineando come la gestione delle criticità avrebbe richiesto interventi strutturali già mesi fa. Il rischio, secondo la sua analisi, è che il calcio italiano si avvicini a una soglia di insostenibilità sotto il profilo della credibilità arbitrale.
Particolarmente forte la chiusura del commento, in cui si evidenzia il malcontento diffuso tra tifosi e addetti ai lavori. Un segnale che fotografa un clima di crescente esasperazione nei confronti delle decisioni arbitrali e dell’utilizzo del Var.
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