Il mondo del calcio piange la scomparsa di Beppe Savoldi. Tra i ricordi, anche attraverso i profili social, De Laurentiis e il Napoli lo ricordano come straordinario bomber azzurro dal 75 al 79. Indimenticabile emblema del calcio italiano con la maglia del Napoli.
A testimoniarne il valore e la persona è stato Bruscolotti, ai microfoni di Radio Sportiva. Le sue parole.
Il ricordo splendido di Beppe Savoldi
“C’erano bellissimi ricordi perché c’erano stati anni bellissimi comunque. È stato un grande amico oltre ad essere stato un grande calciatore. Abbiamo vissuto giornate bellissime sia nel campo che fuori campo. Mi ricordo quando lui fece quel disco lì che tutte le sere ci trovavamo e cantavamo un po’ tutto. La favola, adesso non ricordo il nome della canzone. Spesso ci trovavamo a cena e stavamo insieme a cantare questa canzone che aveva fatto”.
Le caratteristiche migliori di Savoldi
“Un grande centravanti. Sappiamo benissimo le sue caratteristiche. Il classico centravante d’area di rigore. E poi quello che piaceva di più è quando calciava i rigori. Perché era uno che cambiava all’ultimo istante. Quindi era difficile che gli potesse riparare qualche rigore. Quel doppio passo che faceva quando partiva. Me lo ricordo come allora. Bello, bello”.
La vita è una ruota che gira
“Purtroppo la vita è anche questa. E’ bello ricordare tutto. Parliamo di un grande atleta, un grande personaggio. E per me anche un grande amico, negli anni che è stato a Napoli e anche oltre”.
L’addio al Napoli e l’approdo al Bologna
“Noi avevamo un’ottima squadra quell’anno. Perché comunque avevamo Clerici. E quindi fu sostituito Clerici con Beppe Savoldi. Con la famosa cifra dei due miliardi. E quindi fu un periodo bello comunque. Napoli ormai si avviava verso la fine della carriera. E chiaramente preferì andare dove era stato per tanti anni. Ma comunque, insomma, Napoli ha fatto bene, ha vissuto bene. Amatissimo, insomma”.
Sulla Nazionale e le convocazioni
“Molti ci parlano della logica dei blocchi, si privilegiavano le convocazioni di tanti giocatori della stessa squadra, Juventus, Inter, Milan. Alla base era questo. C’erano i blocchi e quindi a secondi periodi si alternavano i blocchi. Però come me e come tanti altri, per quello che abbiamo dato, insomma, meritavamo pure noi. Non dico di giocare, però qualche convocazione sicuramente la meritavamo. Insomma, le scelte sono state quelle. La cosa importante è che ognuno di noi ha fatto una buona carriera. Un’ottima carriera”.
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