Come giocherà il Napoli di Vincenzo Italiano: le fasce, i cambi di gioco e una fase difensiva da punto interrogativo

Come giocherà il Napoli di Vincenzo Italiano: le fasce, i cambi di gioco e una fase difensiva da punto interrogativo

Italiano

L’ormai ovvio argomento del giorno è l’arrivo – a quanto pare imminente – di Vincenzo Italiano sulla panchina del Napoli. La corsa parallela con Allegri sembra vedere proprio in lui, alla fine, il prediletto per la compagine partenopea. Un potenziale approdo del tecnico ex Spezia e Fiorentina in azzurro era in predicato da anni, viste anche le lusinghe del patron De Laurentiis. Cerchiamo a questo punto di andare un po’ a fondo per conoscere meglio questo allenatore. Che, spesso, ha fatto risultati a Napoli, dando pure spettacolo, con altre squadre. Ma che, nel concreto, ha vinto molto meno rispetto a quanto avrebbe potuto, ottenendo piazzamenti piuttosto mediocri nei campionati da lui disputati.

Vincenzo Italiano al Napoli: come giocheranno gli azzurri

Concentriamoci un attimo sulla stagione appena trascorsa, la sua seconda – e ormai ultima, salvo cambiamenti last minute – con il Bologna. Un 8° posto in classifica che conferma la tendenza di questo tecnico al mancato raggiungimento del piazzamento Champions, così vitale per il Napoli e quasi un tabù per la sua carriera in panchina. In attacco ha segnato meno degli azzurri e ha subito anche più gol: differenza reti di +3 (49-46). Numeri tutt’altro che incoraggianti. Ma in quali fondamentali il suo Bologna è tra le migliori squadre del campionato scorso?

Innanzitutto, c’è da sottolineare la predisposizione al mandare in fuorigioco gli avversari: insieme ad Atalanta e Milan, è stata la miglior compagine in questo senso (media di 1,9 fuorigioco a gara), nonché una delle squadre con più falli subiti in tutto il campionato (13,9 in media), sintomo di un’ottima capacità di proteggere la sfera. Il Bologna è anche 4° per media di tiri fuori (5,8), nonché la squadra con più legni colpiti insieme alla Juventus. In termini di palleggio, il Bologna è stata la squadra con più passaggi lunghi completati in media (30,4) e la 2^ per media di passaggi chiave lunghi (1,9), ma anche la 4^ per percentuale di errori nello stesso fondamentale (31,1). Molto meglio invece per quanto concerne la media dei cross completati: 4,7 a gara, come Atalanta e Juventus. Peraltro, il Bologna è stata anche la compagine con più precisione nelle punizioni calciate (13,8). Sono dati un po’ specifici e – allo stesso tempo – paradossalmente vaghi, da cui però si deducono alcune cose: la squadra ha spesso indugiato verso i cambi di gioco, provando a sfruttare le fasce, andando relativamente poco verso il centro del campo. In generale, non è sembrata una squadra eccezionale in nulla, ma nemmeno disastrosa.

Come giocherà il Napoli di Italiano

Di conseguenza, cosa possiamo aspettarci da un eventuale Napoli di Vincenzo Italiano? Gli amanti del tiki-taka si mettano l’anima in pace, perché l’impostazione di gioco non sarebbe quella. Ma, comunque, parleremmo di un calcio offensivo, che si andrebbe a sviluppare – come già abbiamo accennato – lateralmente e, in prevalenza, con due moduli: 4-3-3 e 4-2-3-1. La spinta di terzini e ali rappresenterebbe quindi il fulcro dell’intera manovra, con un calcio impostato più sui cambi di gioco verticali e sulla ricerca del cross da parte – si presume – di esterni a piede invertito (con uno che calcia e l’altro che si butta dentro all’area) che di passaggi corti e “comodi”. La difesa sarebbe altissima, con uno dei due centrali (possiamo immaginare Beukema, per ovvi motivi) costantemente coinvolto nell’impostazione dal basso. C’è da dire che, con giocatori come quelli del Napoli, l’interpretazione e le idee di Italiano potrebbero spiccare il volo, in un certo senso. D’altro canto, si correrebbero enormi rischi a livello di reparto difensivo, anche perché Italiano ha questo atteggiamento un po’ zemaniano che non lo ha mai abbandonato. Centrali e terzini dovrebbero rendersi in grado di recuperare bene all’indietro, mezzali e laterali offensivi verrebbero altresì coinvolti costantemente nella fase difensiva. Insomma: Italiano sembra una sorta di proto-Sarri che, però, appare per certi versi ancora acerbo.

In attesa di capire se – o meglio: quando, a questo punto – arriverà l’ufficialità, l’intenzione del Napoli pare quindi quella di ripartire da un tecnico giovane e affamato, alla ricerca della grande occasione della carriera. Italiano ha dimostrato di essere un ottimo allenatore da competizione europea, sulle partite secche, molto meno per quanto concerne invece la corsa lunga. Non possiamo che incrociare le dita e sperare per il meglio.

Redazione

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