La grande domanda che bisogna porsi su Noa Lang

La grande domanda che bisogna porsi su Noa Lang, per la quale non è ancora arrivata una risposta

Noa Lang
Noa Lang

A nostro parere, uno dei grandissimi temi in questa fase di evidente collante per quanto riguarda la prossima stagione riguarda la figura di Noa Lang. Un calciatore di cui si è detto tutto e il contrario di tutto nell’ultimo anno circa. Un giocatore talentuoso (ma anche incostante) che non si è ‘preso’ con l’allenatore. Al di là di questo, però, è importante anche comprendere – attraverso i numeri di quest’annata – come Lang possa eventualmente dare una mano nel nuovo Napoli.

Bisognerà capire se Noa Lang potrà aiutare il Napoli

Andiamo prima con dati un po’ freddi. Nelle 46 presenze stagionali che Lang ha collezionato con Napoli e Galatasaray, sono arrivati 3 gol (1 con la maglia azzurra, contro l’Atalanta, gli altri 2 già citati contro la Juve in Champions, da giocatore dei turchi) e 5 assist. Non va sottovalutato nemmeno il numero dei cartellini gialli: 6. Che Lang fosse un po’ fumantino lo si era già compreso, questa piccolezza statistica lo conferma. Tenendo conto anche delle partite giocate con la maglia dell’Olanda per le qualificazioni ai Mondiali (2), Lang vanta in stagione una media tiri a partita di 0,9 che, chiaramente, è un po’ bassina. Leggermente meglio la media dei passaggi chiave (1 a gara, in media), mentre in fase di dribbling sicuramente poteva fare meglio (0,8). Insomma: è chiaro che l’olandese abbia underperformato rispetto alla stagione precedente, nella quale aveva saputo ottenere l’attenzione di molti club di livello.

L’appeal e l’hype di Lang sono, dunque, al momento molto bassi. Specialmente per un calciatore che è stato pagato una cifra importante. Non fa ben sperare, quindi, il fatto che un ragazzo del genere, con un allenatore difensivista come Massimiliano Allegri, possa tornare a esplodere dal punto di vista offensivo. Di certo, però, abbiamo già visto un Lang molto impegnato nella doppia fase già con Antonio Conte (per esempio, con il Napoli ha una media di 0,6 contrasti a partita, per un’ala è già qualcosa) e, quindi, in grado di sacrificarsi. La posizione sarebbe anche congrua per un 4-3-3 o un 4-2-3-1, come già sappiamo. La domanda fondamentale però è forse un’altra: nonostante il lungo passaggio a vuoto che è stato quest’anno, Lang ha ancora la qualità per diventare – a 26 anni – un calciatore offensivo di alto profilo? Oppure il Napoli ha preso un granchio, ipervalutando un calciatore normale e strapagandolo?

Tra concorrenza e speranze

Non va sottovalutato poi l’aspetto della concorrenza. Potenzialmente, sulla sua fascia ci sono sia Alisson Santos che Kevin De Bruyne (nel caso in cui il belga restasse e Allegri decidesse, come in alcuni casi ai tempi del City, di farlo giocare laterale) ed è oggettivamente complesso che Lang possa trovare spazio da titolare. Al tempo stesso, però, che il Napoli lo voglia cedere o meno, il calciatore ha bisogno di giocare per poter dimostrare il suo valore.

Il nostro punto di vista è che Lang verrà valutato in ritiro e poi si vedrà. Anche perché, allo stato attuale delle cose, difficilmente qualche club vorrà sborsare una cifra blu da investire nell’olandese. Il Napoli deve anche fare il tifo per l’Olanda al Mondiale, sotto due profili paralleli: sperare che la Nazionale possa rivitalizzare il giocatore e che quest’ultimo sappia mostrare il corretto rendimento per rendersi credibile.

Lang si trova in una zona grigia della sua carriera. Napoli doveva essere il suo trampolino di lancio ma, per adesso, si è trasformato in un autogol. Il tempo per migliorare, crescere o almeno limitare i danni c’è tutto. Ma è chiaro che, per il bene suo e del club, l’olandese debba restare solo nel caso in cui possa effettivamente rappresentare un punto di forza e non (più) un peso.

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