Gli addii sono una questione di cuore e soldi

Il Napoli su lasciò bene con Edinson Cavani, molto meno con Gonzalo Higuain

La storia recente del Napoli è contraddistinta da lunghi amori e diverse separazioni (anche dolorose) dai propri attaccante. Edinson Cavani e Gonzalo Higuain hanno lasciato gli azzurri tecnicamente in maniera simile, ma di fatto con un abisso di differenza nel comportamento con il club e soprattutto con la piazza.

Cavano e Hsuain hanno fatto storia

Nel 2013 il Matador, incalzato dagli sceicchi qatarioti del Psg, decise di far valere la clausola di rescissione da 64 milioni per trasferirsi a Parigi, nonostante avesse rinnovato l’anno prima un contratto che lo legava fino al 2017 al Napoli. Ma in realtà fissando quella clausola l’uruguaiano si garantì la possibilità di scelta, quello che oggi per altri versi sta cercando di fare Osimhen. L’addio però fu rispettoso da parte del giocatore e del club. Aurelio De Laurentiis riuscì a far capire alla piazza che la volontà di partire era del giocatore e investì buona parte della cessione per ingaggiare Higuain dal Real Madrid per 40 milioni. Come ricorda la Gazzetta dello Sport, più traumatico fu l’addio del Pipita. Nel 2016, la Juventus versò i 90 milioni di euro della clausola dopo una trattava al ribasso mentre formalmente il Napoli attendeva Higuain a Dimaro. Chissà cosa accadrà con Victor Osimhen.

Redazione

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