Quello di Alessandro Buongiorno è probabilmente uno dei tasti più importanti e delicati che Massimiliano Allegri dovrà sfiorare, forse nemmeno toccare. Si tratta infatti di un ragazzo che, nel biennio trascorso finora al Napoli, ha manifestato due facce tanto diverse nonostante la medesima medaglia.
Chi è davvero Alessandro Buongiorno?
Il primo Buongiorno è stato, quando ha giocato, un difensore semplicemente insuperabile. Perfetto negli anticipi e nel gioco aereo, ottimo in marcatura, spesso anche coinvolto nel portare palla dal basso. Come il migliore di Kim, in grado di recuperare la posizione a falcate ampie, con la corsa all’indietro, nei casi di emergenza. Un centrale moderno, forte, di livello, sfortunatamente martellato dai problemi fisici, ma che rappresentò uno straordinario colpo di calciomercato (ben pagato al Torino, s’intende).
Purtroppo, il Buongiorno-bis è stato invece disastroso, senza esagerare. L’ex Torino non ha mai veramente trasmesso quella sensazione di solidità che, invece, sembrava praticamente certa nell’annata del quarto Scudetto. Errori su errori, prestazioni timorose e spaventate. Forse Buongiorno non era pronto a nuotare con gli squali e si è ritrovato, suo malgrado, in mezzo al gelido oceano del calcio europeo.
Al momento, quindi, resta ancora un’incognita il suo reale valore. Si tratta dello straordinario ed efficace difensore ammirato nella prima annata, o del timido pulcino spennacchiato visto nella seconda? I saggi dicono che non c’è due senza tre. E, quindi, sarà la terza stagione partenopea a dare una risposta concreta, basata sui fatti.
Buongiorno come Pavlovic e la cura di Allegri
Nella gestione Allegri, la fase difensiva verrà certamente curata come in quella di Conte. Anzi, paradossalmente ci saranno partite in cui il Napoli potrebbe difendere bassissimo. In potenza, Buongiorno può essere pronto per quel tipo di battaglia, ha il fisico e la testa (intesa, in questo caso, come gioco aereo) per mettersi lo scudo e provare a interrompere l’avanzata delle linee nemiche.
Non ci dispiacerebbe vedere un Buongiorno in versione Pavlovic di quest’anno: un difensore, quindi, pericoloso sui piazzati a favore, in grado di creare superiorità numerica in fase d’attacco e, chiaramente, arcigno e combattivo quando si tratta di difendere il bottino. Per caratteristiche, può darsi che l’ex Torino possa essere davvero un calciatore perfetto per l’interpretazione difensiva allegriana.
La prova del nove (anzi, del tre)
La prova del campo lo attende. Il Napoli ha certamente bisogno della sua versione migliore per tornare a competere per lo Scudetto e gli altri traguardi possibili. Più che per altri ragazzi, quindi, per Buongiorno sarà sul serio una stagione determinante. Non solo per il suo doversi ritrovare, ma anche per le ambizioni in chiave Nazionale, nella cui rappresentativa mai ha davvero trovato il modo di esprimere i suoi concetti, facendo avanzare persino troppi dubbi. La cura Allegri ha funzionato per tanti, in carriera. Dobbiamo augurarci che anche Buongiorno rientri nella lista.
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